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ARCHIVIO NOTIZIARIO 2010-2016

 

 

 

 

15-DICEMBRE 2016
130° Anniversario della nascita della nostra parrocchia.
La chiesa fu eretta a parrocchia con Decreto Vescovile il 15/12/1886 dal vescovo di Brescia Giacomo Maria Corna Pellegrini e confermato da Re Umberto I° con decreto del 29/5/1887 con il nome di S. Giovanni Evangelista ed il primo parroco fu don Filippo Cantoni.
In seguito, il 30 ottobre 1927, la nuova chiesa fu consacrata a Cristo Re dal vescovo di Brescia mons. Giacinto Gaggia e rappresenta
il simbolo del popolo di Dio che continua e si rinnova.

La redazione C.

 

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27 novembre- 4 dicembre 2016  Settimana missionaria

"Sulla tua parola getterò le reti" (Lc5,5)

Settimana missionaria (dal 27 novembre al 4 dicembre) organizzata dalla parrocchia Cristo Re (BS). Missione parrocchiale a cura delle consacrate della Comunità Cattolica "Palavra Viva".

 

 

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27-11-2016

Giornata del Pane
La Festa del Pane e della Civiltà Contadina, nacque nel 2005 quando un gruppo di giovani di Trentinara, piccolo centro alle porte del Cilento. propose questa manifestazione, e l'Unione Internazionale dei Panettieri e dei Pasticceri (IUB) ha dichiarato il 16 ottobre come giornata mondiale del pane.
Nell’Antico Egitto, gli Egizi fecero del pane un segno di distinzione sociale e di pagamento del salario. Il pane è cibo sacro da sempre: è stato esaltato e cantato dai poeti o usato come oggetto di sacrificio.
“Il pane rappresenta per l’uomo il riscatto dalla fame, ma anche la capacità di dominare la natura. Al tempo stesso non si può non notare l’importanza che questo rivestiva nel consumo comunitario del pasto, nella necessità di dividerlo e di offrirlo agli altri, di scambiarlo, di ostentarlo per affermare posizioni di prestigio sociale.
Nella Bibbia, il Signore comanda al Profeta Ezechiele “Prendi grano, orzo, fave lenticchie, miglio e farro, mettili in un recipiente e fattene del pane”. Un pane da mangiare per un periodo di penitenza di centonovanta
giorni.

La redazione C.

 

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13-11-2016

CELEBRAZIONE DIOCESANA CONCLUSIVA DEL GIUBILEO STRAORDINARIO
e chiusura della porta della Misericordia.
Il Santo Padre Francesco nella Bolla "Misericordiae Vultus" ha stabilito che la domenica precedente la Festa di Cristo Re 2016, si concludesse il Giubileo straordinario nelle Chiese particolari.
Pertanto la solenne celebrazione eucaristica sarà unica e celebrata nella chiesa Cattedrale domenica 13 novembre 2016 alle ore 18.30.

 

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30-10-2016
Dedicazione della nostra parrocchia a Cristo Re
Il 30 ottobre 1927 la nuova chiesa di Borgo Trento fù consacrata dal Vescovo di Brescia Mons. Giacinto Gaggia e per desiderio del parroco Don Ferraresi, la parrocchia mutò la propria denominazione da S. Giovanni Evangelista in quella di “Cristo Re”, prima in Italia con questo nome.
La redazione C.

 

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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE 2016

Cari fratelli e sorelle,

il Giubileo Straordinario della Misericordia, che la Chiesa sta vivendo, offre ....

 

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La prossima GMG è alle porte:
l’ appuntamento è a Cracovia (Polonia) dal 25 al 31 luglio 2016.


Il tema dell'incontro, della XXXI Giornata mondiale della gioventù, che si terrà in Polonia sarà:
"Beati i misericordiosi, perché otterranno misericordia" (Mt 5,7).

Dal 26 al 31 luglio 2016: queste le date ufficiali.
Martedì 26 - riferisce l'agenzia Sir - avrà luogo la cerimonia di apertura, il Festival della gioventù.
Da mercoledì 27 a venerdì 29 si terranno le catechesi.
Giovedì 28 è prevista l'accoglienza al Papa.
Venerdì si svolgerà la Via Crucis.
Sabato 30 è il giorno della Veglia.
Domenica 31 luglio la Messa finale con l'annuncio della sede della prossima edizione internazionale della Gmg.

Il Santo Padre Francesco ha scelto la quinta delle otto Beatitudini, annunciate da Gesù nel suo Discorso alla Montagna, pronunciato sulle rive del Mare di Galilea, rilevando come siano il cuore dell’insegnamento di Gesù. Nel suo primo sermone Gesù ci spiega come poter arrivare più vicini al Regno dei cieli seguendo otto esempi, ognuno espressione di una particolare qualità.
Dal momento dell’apparizione di Gesù Misericordioso a Suor Faustina, essa si è irradiata dal Santuario di Cracovia (Lagiewniki) a tutta la Chiesa Universale. Cracovia è largamente conosciuta come il centro mondiale di culto della Misericordia di Dio e tutti i pellegrini che arriveranno in Polonia, sicuramente desidereranno visitare il luogo dell’apparizione, la tomba di Suor Faustina e il Santuario -consacrato da San Giovanni Paolo II.

 

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Anno Santo straordinario dedicato alla Misericordia

Papa Francesco ha annunciato un Anno Santo straordinario che si aprirà l'8 dicembre 2015, fino al 20 novembre 2016, voluto per mostrare al mondo l'infinito amore di Cristo.

Il Giubileo sarà dedicato alla misericordia, nel cinquantesimo anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II e durerà fino alla festa di Cristo Re, il 20 novembre 2016.

 

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08-05-2016
50° Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali.

<Comunicazione e misericordia: un incontro fecondo> è questo il tema – scelto da Papa Francesco per la Giornata delle Comunicazioni sociali che sarà celebrata l'8 maggio 2016. «La scelta del Tema di quest’anno, si legge nella nota emessa dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, è stata determinata dalla Celebrazione del Giubileo Straordinario della Misericordia e, senza dubbio, il Santo Padre ha voluto che la Giornata delle Comunicazioni Sociali offrisse una occasione propizia per riflettere sulle sinergie profonde tra comunicazione e misericordia».
«Il Tema evidenzia che una buona comunicazione può aprire uno spazio per il dialogo, per la comprensione reciproca e la riconciliazione, permettendo che in tal modo fioriscano incontri umani fecondi. Il Papa afferma che “La Chiesa ha la missione di annunciare la misericordia di Dio, cuore pulsante del Vangelo, che per mezzo suo deve raggiungere il cuore e la mente di ogni persona” e aggiunge:“Il suo linguaggio e i suoi gesti devono trasmettere misericordia per penetrare nel cuore delle persone e provocarle a ritrovare la strada per ritornare al Padre”.
La redazione C.

 

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22 04 2016
La Giornata Mondiale della Terra
La Giornata della Terra (Earth Day) è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebrano l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra. Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra come movimento universitario, nel tempo, è divenuto un avvenimento educativo e informativo che nel 2012 ha visto la partecipazione di oltre un miliardo di persone.
L'iniziativa assume quest'anno un significato molto importante: dice Il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, dopo lo storico accordo raggiunto alla Cop21 di Parigi che proprio in quei giorni firmeremo a New York. C'è una via straordinariamente innovativa allo sviluppo globale e l'intesa di Parigi ha saputo indicarla con chiarezza. «La difesa di Nostra Madre Terra, sull'ispirazione giunta dall'Enciclica di Papa Francesco», aggiunge il Ministro, «è allora il nostro primo impegno morale e insieme la nostra speranza per il domani».
La redazione C.

 

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 MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA QUARESIMA 2016.
"Misericordia io voglio e non sacrifici" (Mt.9,13).

Le opere di misericordia nel cammino giubilare.

 

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XXIV GIORNATA MONDIALE DEL MALATO 2016

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Affidarsi a Gesù misericordioso come Maria:
“Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2,5)

 

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Domenica 13 dicembre a Brescia ore 18,30
Apertura della Porta della Misericordia e celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Luciano Monari.

 

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Giubileo:
Papa Francesco: «Il 29 novembre aprirò la Porta Santa in Africa»
Annuncio a sorpresa di Papa Francesco: «Ho in animo - ha detto Il Papa - di aprire la Porta Santa della cattedrale di Bangui, durante il Viaggio apostolico che spero di poter realizzare in quella Nazione».
Inizierà in Africa il Giubileo della Misericordia che con una settimana di anticipo, sull’apertura ufficiale, fissata per l’8 dicembre con l’apertura della Porta Santa di San Pietro, darà inizio di fatto all’Anno Santo Straordinario domenica 29 novembre nella Repubblica Centrafricana.

 

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La Cerimonia di apertura, del Giubileo Straordinario, in programma l’8 dicembre, inizierà alle 9:30 del mattino e finirà intorno alle 12.30. L’inizio ufficiale del Giubileo avviene con l‘apertura della porta Santa della basilica di San Pietro.

Il Giubileo della Misericordia. “Cari fratelli e sorelle – ha detto Papa Francesco il 13 marzo nel corso del rito penitenziale nella Basilica di San Pietro – ho pensato spesso a come la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della Misericordia.

È un cammino che inizia con una conversione spirituale. Per questo ho deciso di indire un Giubileo straordinario che abbia al suo centro la misericordia di Dio”.

 

La Sintesi orante del Giubileo 2015 è racchiusa in un antico testo liturgico: “0 Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono, continua a effondere su di noi la tua grazia, perché camminando verso i beni da te promessi, diventiamo partecipi della felicità eterna”.

Il tema della misericordia ricorre in tutto il Pontificato di papa Francesco, a cominciare dal motto del suo stemma, tratto dalle omelie di S. Beda il venerabile e ispirato all'episodio evangelico della vocazione di Matteo:"miserando atque eligendo" (con sentimento d'amore lo scelse).

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Anno Montiniano
Il vescovo di Brescia ha pensato di istituire nella diocesi di Brescia un "Anno Montiniano" dal 19 ottobre 2014 all'8 dicembre 2015.

 

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Ringraziamenti a don Carlo e don Luigi letti durante la S.Messa del 13 settembre 2015

 

INTRODUZIONE

Caro don Carlo,

con questa Santa Messa vogliamo salutarti e ringraziarti.

Oggi San Giacomo apostolo ci dice che "la fede senza le opere è morta".

Tu hai saputo mostrarci una fede operosa: sei stato un'ottima guida, sempre disponibile e generoso con ciascuno di noi.

La comunità qui riunita, allietata dal coro dei ragazzi e dalla corale parrocchiale, vuole omaggiarti.

 

Oggi è presente anche don Luigi, pronto a raccogliere il Tuo testimone e a continuare la Tua opera.

 

PREGHIERA FINALE

Ti ringraziamo, o Dio, per il dono che ci hai fatto inviandoci i tuoi uomini: essi hanno scelto di offrire la loro vita nel Tuo nome!

Ti siamo grati, in particolare, per il dono inaspettato di don Luigi, che ha accettato di lasciare la sua terra per venire tra noi.

Don Carlo: di fronte al dolore del distacco facciamo prevalere in noi il sentimento di riconoscenza e diciamo: grazie, o Dio, per averlo mandato tra noi!

Caro don Carlo sii certo che rimarrai nei nostri cuori, così come noi siamo certi che nella tua nuova parrocchia sarai accettato ed amato, come lo sei sempre stato tra noi.

 

 

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Domenica 13 settembre 2015, alle ore 10.00, si celebrerà la messa solenne con cui si saluterà e ringrazierà ufficialmente don Carlo per il servizio svolto, per nove anni, nella nostra parrocchia. Don Carlo viene trasferito come vicario parrocchiale a Flero.

 

Grazie don Carlo  !!!

Siamo tristi, come gli apotoli prima della dipartita di Gesù, ma la nostra speranza è che la tristezza si tramuterà in gioia, sapendo che tutto il bene che ci hai fatto, continuerai a farlo nella nuova comunità.

Auguri don Carlo!

 

 

 

Sempre domenica 13 settembre verrà presentato il diacono don Luigi Proietto, a cui diamo il benvenuto fra noi.

 

 

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Vivere la fede:
LA FAMIGLIA COME LUOGO PRIVILEGIATO

L'anno pastorle 2014-15 che iniziamo sarà un anno nel quale saremo chiamati a riflettere anche sul valore e sulla forma della famiglia nel mondo. La riflessione sinodale che si sta sviluppando nella Chiesa è decisiva per il futuro della pastorale.
La famiglia è e deve diventare sempre più il soggetto primo della trasmissione della fede e si capisce bene quanto questo obiettivo sia difficile nel contesto della cultura attuale. Il "Vangelo della famiglia" deve apparire quello che è: un Vangelo, cioè l'annuncio di una buona notizia che viene dall'azione di Dio e che si realizza in un modo pieno di vivere l'esperienza dell'amore umano; la fedeltà, la durata nel tempo, la fecondità sono altrettanti doni che permettono di vivere con stupore e con riconoscenza l'esperienza familiare.
Ma questa dimensione fatica ad essere capita e vissuta da tanti.
Il dono irrevocabile di sé è culmine dell'esperienza dell'amore, ma richiede una capacità di rischiare (e quindi una fede) per la quale non siamo pronti; vale molto per noi il rimprovero che Gesù rivolgeva ai suoi discepoli: "Uomini di poca fede, perché dubitate?".
La nostra azione pastorale avrà molto da fare per giungere a sostenere le famiglie nel loro cammino di fede e di amore.
Dal Sinodo dei Vescovi attendiamo indicazioni che orientino la nostra riflessione e il nostro impegno.

(Estratto dalla lettera del vescovo Luciano Monari per l'apertura dell'Anno Pastorale 2014-2015).

 

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18-19 aprile 2015

-Votazioni per il rinnovo del consiglio Pastorale Parrocchiale.

 

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Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato
Chiesa senza frontiere: madre di tutti è il tema scelto dal Papa per la Giornata

Messaggio del Pontefice.
Papa Francesco, parla delle migrazioni, che “non di rado suscitano diffidenze e ostilità anche nelle comunità ecclesiali, prima ancora che si conoscano le storie di vita, di persecuzione o di miseria delle persone coinvolte. Sospetti e pregiudizi, però, sono in conflitto con il comandamento biblico di accogliere con rispetto e solidarietà lo straniero bisognoso”.
“Da una parte – prosegue il Pontefice – si avverte nel sacrario della coscienza la chiamata a toccare la miseria umana e a mettere in pratica il comandamento dell’amore che Gesù ci ha lasciato quando si è identificato con lo straniero, con chi soffre, con tutte le vittime innocenti di violenze e sfruttamento”. Dall’altra, “a causa della debolezza della nostra natura, sentiamo la tentazione di essere cristiani mantenendo una prudente distanza dalle piaghe del Signore'”, ha detto Francesco citando la sua enciclica “Evangelii Gaudium”. Al contrario, “il coraggio della fede, della speranza e della carità permette di ridurre le distanze che separano dai drammi umani”.
Davanti alla vastità del fenomeno delle migrazioni, "non può bastare la semplice tolleranza", anche se "apre la strada al rispetto delle diversità e avvia percorsi di condivisione tra persone di origini e culture differenti".
"I movimenti migratori - si legge nel documento - sollecitano ad approfondire e a rafforzare i valori necessari a garantire la convivenza armonica tra persone e culture".

 

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Messaggio del Santo Padre Francesco per la 48° Giornata mondiale della Pace
(1° gennaio 2015)
“Non più schiavi, ma fratelli”
 

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Paolo VI sarà proclamato Beato il 19 ottobre 2014
2014-05-10 Radio Vaticana

Ieri pomeriggio, Papa Francesco ha ricevuto in udienza privata il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ed ha autorizzato la Congregazione a promulgare il Decreto riguardante:
- il miracolo, attribuito all'intercessione del Venerabile Servo di Dio Paolo VI (Giovanni Battista Montini), Sommo Pontefice; nato il 26 settembre 1897 a Concesio (Italia) e morto il 6 agosto 1978 a Castelgandolfo (Italia);
Nella medesima Udienza il Santo Padre ha autorizzato il Dicastero a comunicare che il rito della beatificazione del Ven. Servo di Dio Paolo VI avrà luogo, in Vaticano, il 19 ottobre 2014.

 

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PARROCCHIE DELL’UNITA’ PASTORALE: CRISTO RE-SAN BARNABA E IMMACOLATA

Ti invitiamo agli esercizi spirituali nella quotidianità di vita, dal tema:
“Dal momento che lo Spirito abita in voi” (Rm 8,9)

MERCOLEDI’ 1 OTTOBRE: (Chiesa di Cristo Re): La presenza dello Spirito di Cristo nell’uomo.

GIOVEDI’ 2 OTTOBRE: (Chiesa di San Barnaba): La presenza dello Spirito di Cristo nelle relazioni.

VENERDI’ 3 OTTOBRE: (Chiesa della Pavoniana): La presenza dello Spirito di Cristo nella comunità.

TUTTE LE SERE ALLE ORE 20,45

DETTERÀ LE MEDITAZIONI
DON SERGIO PASSERI

 

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ITINERARIO CATECUMENALE: INVITO PER IL PROSSIMO ANNO

Il gruppo di persone che ha scelto di aderire “all’itinerario di tipo catecumenale”, proposto dal Vescovo di Brescia, mons. Luciano Monari, esprime la propria profonda soddisfazione per l’arricchimento spirituale e rafforzamento di fede che si è andato sviluppando durante tale percorso, ascoltando e meditando la parola di Dio, in un dialogo fraterno e comunitario, sull’eco delle prime comunità cristiane.

Ci preme sottolineare la novità di tale itinerario, legata soprattutto a discussioni teologiche o semplicemente alle problematiche e ai dubbi emersi durante i dialoghi tra noi ed il parroco, sia su argomenti religiosi, che sui problemi che coinvolgono la nostra vita quotidiana.

Stiamo vivendo un periodo di profonda crisi del Cristianesimo - soprattutto nel mondo Occidentale - con riflessi anche nella mancanza di vocazioni sacerdotali, soffocati da una società che sembra potere vivere senza Dio, in un clima di indifferenza e superficialità disarmanti.

Proprio per questi motivi riteniamo che sia dovere e compito di ogni Cristiano e soprattutto di noi laici, intervenire a sostegno della Chiesa offrendo un’attiva testimonianza della propria fede, nel solco di un rinnovamento Ecclesiale.

Non siamo degli “eletti”, ma normali persone che, cercando di dare un esempio, invitano altri credenti a partecipare a questo cammino di fede - condividendo un’esperienza concreta di comunità e fraternità cristiana e approfondimento spirituale - e, nel contempo, a rafforzare e testimoniare la propria vocazione cristiana che ha “un solo Signore, una sola Fede, un solo Battesimo, un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti, ed è presente in tutti essendo ciascuno chiamato ad essere santuario del Dio Vivente” (Ef 4,5-6).

Ringraziando il parroco, don Umberto, per l’impegno e il sostegno profuso durante questa iniziativa, ricordiamo che tale itinerario di approfondimento spirituale riprenderà nel prossimo mese di Settembre.

Il gruppo della Parola
Brescia, 3 Maggio 2014

 

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Papa Ratzinger concelebra con Francesco L’evento dei quattro Papi a San Pietro
Papa Bergoglio l’aveva invitato e Benedetto XVi ha accettato di partecipare domenica mattina alla messa di canonizazzione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo IIdi Gian Guido VecchiRatzinger concelebra con Francesco L’evento dei quattro Papi a San Pietro
Bergoglio l’aveva invitato e Benedetto XVi ha accettato di partecipare domenica mattina alla messa di canonizazzione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.


di Gian Guido Vecchi

 

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Il nostro bollettino parrocchiale, "II Regno", con questo numero (il 50) compie 25 anni di pubblicazioni, le "nozze d'argento" della "voce" della nostra parrocchia. Auguri vivissimi!
Cinquanta pubblicazioni, venticinque anni di impegno pastorale; non per rimirarci compiaciuti, ma per ripartire con nuovo slancio ed energia sulle strade della vita.
Il primo numero del formato che avete tra le mani è stato infatti il numero "O" della quaresima 1989.
In archivio abbiamo depositate copie cartacee, ben più modeste nell'impostazione, di annate precedenti, semplici "fogli di collegamento".
Dobbiamo al carissimo don Enrico Bonazza l'ideazione e la realizzazione del bollettino, che ancora oggi distribuiamo tra le nostre case e che ci riporta la cronaca di quanto avviene in parrocchia, delle iniziative e delle realizzazioni operate.
Rileggendo quelle pagine, si coglie il fremito di vita che ha sempre caratterizzato il Borgo e la sua comunità parrocchiale.
Speriamo che questa pubblicazione, possa continuare per lungo tempo a tramandarci le cronache che scandiscono il flusso vitale del nostro vivere ecclesiale.

 

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Nota circa il cammino catecumenale proposto dal vescovo.

 

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Il prossimo 27 aprile 2014  i due Pontefici Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II saranno proclamati Santi.

A deciderlo è stato l’attuale Santo Padre, Papa Francesco, che lo ha annunciato ai cardinali nel corso del Concistoro di lunedì 30 settembre 2013, per la canonizzazione dei due beati.
La decisione è stata presa collegialmente insieme ai cardinali residenti e a quelli presenti oggi nella Capitale.
La data non è stata scelta a caso, il 27 aprile, infatti, la Chiesa festeggia la "Festa della Misericordia", solennità istituita da Karol Wojtyla.
Come e' noto, in giugno il Pontefice ha approvato il miracolo, attribuito all'intercessione del Beato Giovanni Paolo II° e ha dispensato Giovanni XXIII dal processo relativo a un secondo miracolo dopo quello che ha portato alla beatificazione del 2000.

 

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7 febbraio 2014
Udienza del Papa ai vescovi polacchi.

Focalizzare l'attenzione sulla famiglia, cellula fondamentale della società.
Un incontro “alla vigilia” della canonizzazione del beato Giovanni Paolo II, per ribadire alla Chiesa in Polonia l’invito a “costruire la comunione e la pace” senza “divisioni” e rilanciare ............

 

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L'urna di S. Giovanni Bosco a Brescia, in cattedrale (10 e l'11 febbraio 2014)
In preparazione al bicentenario della sua nascita (2015), l'urna di San Giovanni Bosco sta compiendo un viaggio in tutte le Regioni della Congregazione Salesiana.
Farà una sosta a Brescia il 10 e l'11 febbraio. Questa due giorni vuole essere l’occasione per chiamare a raccolta il mondo degli oratori, della scuola e tutte le persone che operano nel campo sociale e politico. Sono previsti momenti di preghiera anche per i sacerdoti, i religiosi e gli ammalati.

 

 

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Brescia 21 gennaio 2014

Lettera del vescovo Luciano Monari sul dialogo tra la scuola e la comunità cristiana.

 
Alle famiglie, agli studenti, ai dirigenti scolastici e al personale docente e non docente della scuola
Alle comunità civili e religiose
Alle amministrazioni locali
e ai responsabili politici, del lavoro, dei media.

 

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19 gennaio 2014
“Migranti e rifugiati: verso un mondo migliore”

è il messaggio del santo padre Francesco per la giornata mondiale del migrante e del rifugiato.

 

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1° GENNAIO 2014

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA CELEBRAZIONE DELLA XLVII GIORNATA MONDIALE DELLA PACE.
"FRATERNITÀ, FONDAMENTO E VIA PER LA PACE"

 

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Lettera del vescovo di Brescia Luciano Monari
AGLI SPOSI E ALLE FAMIGLIE PER IL NATALE 2013

 

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2013-11-17

Una medicina spirituale con efficacia garantita da Gesù. La "Misericordina" 

 

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04 Novembre 2013

Il Papa: nomina mons. Bresciani nuovo vescovo di San Benedetto del Tronto
(ASCA) - Citta' del Vaticano- Papa Francesco ha nominato vescovo della diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto (Italia), mons. Carlo Bresciani, del clero della diocesi di Brescia, finora Rettore del Seminario della medesima diocesi, Direttore dell'Istituto Formatori di Brescia e Consultore della Congregazione per l'Educazione Cattolica.
Lo rende noto la sala stampa della Santa Sede.

 

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26 - 27 OTTOBRE 2013

GIORNATA DELLA FAMIGLIA NELL'ANNO DELLA FEDE
Il 27 ottobre 2013, alle ore 10.30, sul Sagrato della Basilica Vaticana, il Santo Padre Francesco celebrerà la Santa Messa per la Giornata della Famiglia, in occasione dell’Anno della Fede.
Il 26 e 27 Ottobre le famiglie di tutto il mondo si recheranno in pellegrinaggio a Roma, sulla tomba di Pietro per un momento di forte condivisione e preghiera, per testimoniare con gioia la propria fede e per riflettere sul valore della famiglia come luogo privilegiato della trasmissione della fede.
Questo evento, che è organizzato e gestito dal Pontificio Consiglio per la Famiglia, si inserisce nel quadro delle iniziative proposte per l’Anno della Fede, indetto dal Papa Emerito Benedetto XVI e in successione con l’attuale Papa Francesco e Santa Sede.

 

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CITTA’ DEL VATICANO Oltre 100mila fedeli hanno partecipato domenica 13 ottobre in piazza San Pietro alla messa per la “Giornata Mariana”, presieduta da Papa Francesco in occasione dell’ Anno della fede. E’ presente la statua originale della Madonna di Fatima che, dopo l’ingresso del Pontefice è stata intronizzata solennemente dall’obelisco fino all’altare.
Papa Francesco, oggi rinnoverà la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria ai piedi della statua della Madonna di Fatima, fatta arrivare direttamente dal santuario portoghese.

 

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L'anno della fede - Un dono da accogliere con gioia.

Con la lettera apostolica "La porta della Fede", Benedetto XVI ha indetto l'Anno della fede (dall'11 ottobre 2012 - 24 novembre 2013).

Un anno in cui siamo invitati a riscoprire la bellezza e la forza della fede, "la gioia e il rinnovato entusiasmo dell'incontro con Cristo".

E' significativo che l'anno della fede coincide sia con il 50° anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II°, che con il 20° anniversario della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica.

In queste parole la "porta", che significa "accesso", definisce la "fede" (At 14,27): la fede è vista come "la porta" di accesso. Accesso alle realtà "soprannaturali", al "mistero di Dio", alla "divina rivelazione", in ultima analisi a Gesù Cristo.

 

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COMUNICATO STAMPA CURIA DIOCESANA – BRESCIA
Iniziative a Brescia per la Giornata di preghiera e digiuno per la Pace in Siria

Il Vescovo Mons. Luciano Monari, in piena unità con le comunità cristiane delle Diocesi, accoglie l’invito di Papa Francesco per una giornata di preghiera e digiuno per la pace in Siria, nel giorno annunciato dal Santo Padre: sabato 7 settembre.

 

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Il 30 settembre il Papa annuncerà la data di canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II
(ASCA) –Citta’ del Vaticano, 21 set – Lunedi’ 30 settembre, alle ore 10.00, avrà luogo, il Concistoro Ordinario Pubblico per la canonizzazione dei Beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Lo riferisce la sala stampa della Santa Sede. Al Concistoro partecipano i cardinali residenti e presenti a Roma il 30 settembre.

Citta' del Vaticano, 20 Agosto 2013 (Zenit.org) Redazione | 1850 hits
Il prossimo 30 settembre si terrà il tanto atteso Concistoro in cui Papa Francesco annuncerà la data di canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Lo riferisce il cardinale Angelo Amato. “Il Santo Padre – afferma il prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi -aveva già annunciato che la loro Canonizzazione dovrebbe essere nel 2014”.
Nella stessa intervista, il porporato si è soffermato brevemente sulle figure di questi due indimenticabili Pontefici, presto Santi. “Giovanni XXIII – ha detto - è stato il grande profeta e creatore del Concilio; Giovanni Paolo II è colui che lo ha messo in pratica e lo ha sviluppato, in tutte le sue componenti ed in tutte le sue virtualità”. “Sono veramente due colonne – ha concluso il cardinale - non solo di cultura cristiana ma anche di santità cristiana”.

 

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Presto santi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, due giganti della fede.
Papa Francesco ha approvato, la canonizzazione del Beato Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli) e ha deciso di convocare un Concistoro, che riguarderà anche la canonizzazione del Beato Giovanni Paolo II (Carlo Giuseppe Wojtyla).
Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II saliranno insieme sugli altari. I due Papi verranno proclamati santi in una cerimonia unica la cui data sarà annunciata in un prossimo concistoro. (probabilmente l'8 dicembre prossimo).
Per la santificazione di Giovanni XXIII «non c’è un decreto sul miracolo», ha spiegato ancora padre Federico Lombardi: «c’è una volontà presentata dalla congregazione delle Cause dei santi, e accolta dal Papa, di arrivare alla canonizzazione anche senza un secondo miracolo
Il Pontefice, ha sottolineato il portavoce vaticano, «ha il potere dal dispensare una causa dal secondo miracolo».
Nel caso di Giovanni XXIII, il Papa «ritiene che con un miracolo si possa procedere alla canonizzazione: conosciamo tutti le virtù e la personalità di papa Roncalli, non c’è bisogno di spiegare i motivi della sua santità».

Città del Vaticano, 5 luglio 2013.

 

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Giornata Mondiale della Gioventù 2013

Tra meno di un mese il raduno internazionale dei giovani a Rio de Janeiro.
La prima Gmg del Papa latinoamericano.
I simboli della Gmg, la Croce dei giovani e l’icona di Maria, stanno attraversando lo stato di San Paolo per giungere a Rio.
Il 23 aprile scorso i vescovi brasiliani impegnati nei lavori della 51.ma Assemblea Generale della Conferenza episcopale brasiliana di Aparecida hanno portato a spalla la Croce.
Come ha detto l’arcivescovo di Rio mons. Orani Joao Tempesta c’è grande attesa per l’arrivo del Santo Padre in quello che sarà il primo viaggio ufficiale del pontificato: «Sì, si sente questo in Brasile anche nei giovani brasiliani, che aspettano con gioia e molta speranza Papa Francesco e che cercano di accoglierlo nel loro cuore».


La sede della XXVIII edizione della GMG è stata ufficializzata da papa Benedetto XVI il 21 agosto 2011, durante la celebrazione di chiusura della Giornata Mondiale della Gioventù 2011 di Madrid..
Tema: «Andate e fate discepoli tutti i popoli!»
La Giornata Mondiale della Gioventù 2013 si terrà dal 23 al 28 luglio a Rio de Janeiro e sarà tenuta da Papa Francesco.
L'omelia di Papa Francesco per la Messa delle Palme, dà inizio ai riti pasquali, ma da anche un invito ai giovani presenti in piazza.
AI GIOVANI: “ Occorre conservare un «cuore giovane, anche a 70 o 80 anni. Con Cristo il cuore non invecchia mai ” ha detto il Papa alle migliaia di giovani di Roma e di altre diocesi, che si preparano a partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù 2013. “Vi do appuntamento - ha detto il Papa - in quella grande città del Brasile. Preparatevi bene, soprattutto spiritualmente nelle vostre comunità, perché quell'incontro sia un segno di fede per il mondo intero”. La Gmg sia un “segno per il mondo intero”, i giovani “devono dire al mondo - ha detto il Papa a braccio - che è bello portare Gesù al mondo, alle periferie, a tutti gli uomini”.

 

Inno ufficiale GMG 2013


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L'anno della fede - Un dono da accogliere con gioia.

Con la lettera apostolica "La porta della Fede", Benedetto XVI ha indetto l'Anno della fede (dall'11 ottobre 2012 - 24 novembre 2013).

Un anno in cui siamo invitati a riscoprire la bellezza e la forza della fede, "la gioia e il rinnovato entusiasmo dell'incontro con Cristo".

E' significativo che l'anno della fede coincide sia con il 50° anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II°, che con il 20° anniversario della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica.

In queste parole la "porta", che significa "accesso", definisce la "fede" (At 14,27): la fede è vista come "la porta" di accesso. Accesso alle realtà "soprannaturali", al "mistero di Dio", alla "divina rivelazione", in ultima analisi a Gesù Cristo.

 

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Giornata della terra
“Il volto del cambiamento climatico” è il tema della manifestazione della Giornata della Terra organizzata per il 22 aprile 2013 in 192 Paesi del mondo.
La Giornata della Terra (Earth Day) è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebrano l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra. Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra come movimento universitario, nel tempo, è divenuto un avvenimento educativo e informativo che nel 2012 ha visto la partecipazione di oltre un miliardo di persone. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili.

La redazione C.

 

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Benedetto XVI lascia con un gesto di straordinario significato storico e umano il soglio pontificio, ma non Roma.
Il Papa ha lasciato San Pietro, in elicottero, per Castel Gandolfo. Rintocchi di campane in tutte le chiese della capitale.
Dalle ore 20 del 28 febbraio e fino alla proclamazione del nuovo Papa, il Vaticano è sede vacante.
Papa emerito Benedetto XVI, resterà almeno per due mesi a Castel Gandolfo, in attesa della fine dei lavori di ristrutturazione nell’ex monastero nei giardini vaticani.

“Sono felice di essere con voi. Grazie per la vostra amicizia. Dalle 20 sarò solo pellegrino che affronta l’ultima tappa del suo pellegrinaggio sulla terra”. E’ quanto ha detto Bendetto XVI affacciandosi al balcone del palazzo di Castel Gandolfo e salutando i fedeli. “Vorrei ancora lavorare con tutte le mie forze per il bene della Chiesa”.

Benedetto XVI, nell’ultimo giorno da Papa, ha offerto “incondizionata reverenza e obbedienza al prossimo Pontefice”, invitando il collegio cardinalizio a essere “come un’orchestra in cui le diversità possano portare a una concorde armonia”.

 

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Il Papa Benedetto XVI concluderà in suo pontificato il 28 febbraio alle ore 20 (ora di Roma). Nel pomeriggio intorno alle 17 il Papa partirà in elicottero per Castel Gandolfo, arrivo previsto alle 17.25 mentre intorno alle 17.40-45 è previsto il saluto alla popolazione.
Benedetto XVI al termine del Pontificato prenderà il nome di "Papa emerito" o "Romano Pontefice emerito", afferma padre Lombardi e continuerà a portare l'abito bianco ma senza mantellina, mentre il sigillo verrà distrutto".

 

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DAL 28 FEBBRAIO PROSSIMO BENEDETTO XVI LASCIA IL PONTIFICATO per mancanza di forze.

Lo ha annunciato personalmente a sorpresa Papa Ratzinger. È la prima volta che accade nell'epoca moderna, il precedente papa dimesso fu Papa Gregorio XII che rinunciò al pontificato nel 1415, mentre il "gran rifiuto" fu di Celestino V nel 1294.
Città del Vaticano, 11 feb. (TMNews)
"Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio - ha detto Ratzinger - sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando".
Il Papa ha spiegato di sentire il peso dell'incarico di pontefice, di aver a lungo meditato su questa decisione e di averla presa per il bene della Chiesa e chiesto che si indica un conclave per l'elezione del successore.

Quella del Papa di lasciare il pontificato è stata una «decisione personale, profonda, presa in clima di preghiera». Il «motivo fondamentale è l'esame di coscienza sulle sue forze in rapporto al ministero da svolgere».

 

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Giornata Mondiale della Gioventù.  Rio 23 - 28 luglio 2013

Tema: «Andate e fate discepoli tutti i popoli!»

Benedetto XVI invita i giovani ad essere i primi missionari tra i loro coetanei, in particolare nel continente digitale, nel mondo di internet per “condividere la bellezza” dell’incontro con Gesù “e la gioia che nasce da questo incontro”. “Lasciatevi condurre dalla forza dell’amore di Dio".

La spiaggia di Copacabana è il luogo scelto per accogliere il Papa al suo arrivo in Brasile, il 25 luglio 2013;mentre il luogo scelto per la Veglia che si svolgerà sabato 27 luglio e la Messa finale di domenica 28 luglio è la base aerea di Santa Cruz.

Questo incontro internazionale di spiritualità e cultura rivolto ai giovani, è sostenuto e promosso dalla Chiesa Cattolica, su iniziativa del Papa, viene celebrato a livello internazionale, ogni due o tre anni in una specifica città del mondo scelta volta per volta dal Pontefice.

 

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Leggi file-Messaggio del Santo Padre per la giornata mondiale della Pace (2013) "BEATI GLI OPERATORI DI PACE".

 

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Dicembre 2012

Paolo VI diventa "VENERABILE".

La commissione teologica e quella cardinalizia hanno chiuso il processo canonico e stabilito che il Papa bresciano ha vissuto con “virtù eroiche”.
Il 20 dicembre 2012 papa Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto riguardante le “virtù eroiche”. riconoscendo di fatto Paolo VI «venerabile».
Nuovo importante passo nella causa di beatificazione (manca l'approvazione di un miracolo avvenuto per sua intercessione).
Papa Paolo VI, al secolo Giovanni Battista Montini, nato a concesio (BS) il 26 settembre 1897 – morto il 6 agosto 1978, portò a termine il Concilio Vaticano II indetto da papa Giovanni XXIII.

La redazione C.

 

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Dicembre 2012

XXIX Sinodo Diocesano.
La Chiesa Bresciana ha avviato il cammino verso il 29° Sinodo della sua storia che si terrà nel mese di dicembre 2012 (1-2 e 8-9)  

Tema: Unità Pastorali. 

 

UNITA' PASTORALE :
Le parrocchie di Santa Maria Immacolata (Pavoniana) e di San Barnaba, sono indicate, insieme con quella di Cristo Re, a realizzare una delle Unità pastorali previste.

La redazione C.

 

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16-11- 2012 Città del Vaticano
Messaggio per la XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù a Rio.
E’ stato pubblicato oggi il Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale della Gioventù che si svolgerà a Rio de Janeiro dal 23 al 28 luglio 2013 sul tema «Andate e fate discepoli tutti i popoli!» (cfr Mt 28,19). Benedetto XVI invita i giovani ad essere i primi missionari tra i loro coetanei, in particolare nel continente digitale, nel mondo di internet per “condividere la bellezza” dell’incontro con Gesù “e la gioia che nasce da questo incontro”. “Lasciatevi condurre dalla forza dell’amore di Dio – prosegue – lasciate che questo amore vinca la tendenza a chiudersi nel proprio mondo, nelle proprie abitudini; abbiate il coraggio di ‘partire’ da voi stessi per ‘andare’ verso gli altri e guidarli all’incontro con Dio”.
Da Radio Vaticana.

 

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21-10-2012

Padre Piamarta proclamato Santo.
Oggi Benedetto XVI, in piazza San Pietro a Roma, proclamerà sette nuovi Santi.
Tra i sette beati proclamati Santi c’è anche il sacerdote bresciano Giovanni Battista Piamarta. (1841-1913). Fondatore delle Congregazione, “Sacra Famiglia di Nazareth”, Umili Serve del Signore. e dell’istituto Artigianelli dove riposa la sua salma dal 1926,

Gli altri sei eletti sono:
Caterina Tekakwitha
, laica, prima Santa pellerossa d'America; vissuta nel 17esimo secolo;
Pedro Calunsgod, filippino, catechista martire all'età di 17 anni;
Barbara Cope, tedesca che negli Stati Uniti, ai primi del ’900, era nota come «Mother Marianne. Madre superiora del Terz’Ordine francescano di Syracuse (New York). Morirà tra i malati di lebbra dopo aver operato nel lebbrosario locale per trent’anni;
Giacomo Berthieu, francesese, sacerdote professo della Compagnia di Gesù, missionario gesuita, martire in Madagascar;
Carmen Sallés Barangueras, Maria del Monte Carmelo spagnola, Terziaria domenicana dell'Annunziata , fondatrice delle Suore Concezioniste Missionarie dell’Insegnamento;
Anna Schaeffer, laica tedesca, apostolo dei malati).

 

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Padre Piamarta sarà proclamato Santo.

Il prossimo 21 ottobre 2012, in piazza San Pietro a Roma, Papa Benedetto XVI canonizzerà sette nuovi Santi. L’annuncio è stato dato dallo stesso Pontefice al termine della cerimonia del Concistoro nella Basilica di San Pietro.
Tra i sette Beati di cui sarà proclamata la santità c’è anche il sacerdote bresciano

Giovanni Battista Piamarta.
Gli altri sei eletti sono:
Caterina Tekakwitha
, laica, prima Santa pellerossa d'America; vissuta nel 17esimo secolo;
Pedro Calunsgod, filippino, catechista martire all'età di 17 anni;
Barbara Cope, tedesca che negli Stati Uniti, ai primi del ’900, era nota come «Mother Marianne. Madre superiora del Terz’Ordine francescano di Syracuse (New York). Morirà tra i malati di lebbra dopo aver operato nel lebbrosario locale per trent’anni;
Giacomo Berthieu, francesese, sacerdote professo della Compagnia di Gesù, missionario gesuita, martire in Madagascar;
Carmen Sallés Barangueras, Maria del Monte Carmelo spagnola, Terziaria domenicana dell'Annunziata , fondatrice delle Suore Concezioniste Missionarie dell’Insegnamento;
Anna Schaeffer, laica tedesca, apostolo dei malati).

 

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03-06-2012 Incontro Mondiale delle Famiglie:

Benedetto XVI: La mentalità utilitaristica mina la società.
"La vocazione delle famiglie non è facile da vivere, specialmente oggi, ma quella dell'amore è una realtà meravigliosa, è l'unica forza che può veramente trasformare il mondo". Con queste parole il Papa ha salutato le centinaia di migliaia di famiglie giunte al Parco di Bresso da oltre 150 Paesi nel mondo per la santa messa. Nel corso dell'omelia, il Pontefice ha richiamato l'importanza del "mantenere un costante rapporto con Dio, coltivare il dialogo, essere pazienti con i difetti altrui, saper perdonare e chiedere perdono, superare con intelligenza e umiltà gli eventuali conflitti". Non dimenticando le famiglie che vivono "esperienze dolorose di fallimento e di separazione".

Pubblicato in data 03/06/2012 da

 

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Incontro Mondiale delle Famiglie:
Si svolgerà a Milano dal 30 maggio al 3 giugno 2012 il VII° Incontro Mondiale delle Famiglie. Si tratta di un importante evento che vedrà riunite per alcuni giorni migliaia di famiglie provenienti da tutto il mondo. È prevista anche la presenza del papa Benedetto XVI°, venerdì 1 giugno, sabato 2, domenica 3 giugno.
“Il prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie costituisce un’occasione privilegiata per ripensare il lavoro e la festa, nella prospettiva di una famiglia unita e aperta alla vita, ben inserita nella società e nella Chiesa, attenta alla qualità delle relazioni oltre che all’economia dello stesso nucleo familiare.”
Benedetto XVI.


Quindi il tema che sarà approfondito durante l’evento è:
LA FAMIGLIA: IL LAVORO E LA FESTA
Un trinomio che parte dalla famiglia per aprirla al mondo.
Il lavoro e la festa non sono due modi di vivere contrapposti, quasi alternativi, ma indicano il modo con il quale la famiglia vuole “abitare” il proprio tempo, “occupare” il proprio spazio nel sociale.
Un tema che richiama un modo nuovo di vivere le relazioni (la famiglia), di abitare il mondo (il lavoro) e di umanizzare il tempo (la festa).

 

 

Benedetto XVI invita tutta la Chiesa all’incontro VII Incontro Mondiale delle Famiglie.
«Sarà per me e per noi tutti una grande gioia - ha detto il Papa - ritrovarsi insieme, pregare e fare festa con le famiglie venute da tutto il mondo, accompagnate dai loro Pastori». ...Occorre, ha detto il Papa, «un adeguato percorso di preparazione ecclesiale e culturale, perché l’evento riesca fruttuoso e coinvolga concretamente le comunità cristiane in tutto il mondo... È bello che Milano 2012 sia concepita e preparata come una grande festa. Ma è importante che non vada perduta l’occasione di ricordare con adeguati elementi culturali e dottrinali la centralità della famiglia a un mondo che sembra averla dimenticata.»

 

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05-02- 2012

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 34° Giornata Nazionale per la vita.

“Giovani aperti alla vita”.
La vera giovinezza risiede e fiorisce in chi non si chiude alla vita. Essa è testimoniata da chi non rifiuta il suo dono – a volte misterioso e delicato – e da chi si dispone a esserne servitore e non padrone in se stesso e negli altri. Del resto, nel Vangelo, Cristo stesso si presenta come “servo” (cfr Lc 22,27), secondo la profezia dell’Antico Testamento. Chi vuol farsi padrone della vita, invecchia il mondo.
Educare i giovani a cercare la vera giovinezza, a compierne i desideri, i sogni, le esigenze in modo profondo, è una sfida oggi centrale. Se non si educano i giovani al senso e dunque al rispetto e alla valorizzazione della vita, si finisce per impoverire l’esistenza di tutti, si espone alla deriva la convivenza sociale e si facilita l’emarginazione di chi fa più fatica. L’aborto e l’eutanasia sono le conseguenze estreme e tremende di una mentalità che, svilendo la vita, finisce per farli apparire come il male minore: in realtà, la vita è un bene non negoziabile, perché qualsiasi compromesso apre la strada alla prevaricazione su chi è debole e indifeso.
In questi anni non solo gli indici demografici ma anche ripetute drammatiche notizie sul rifiuto di vivere da parte di tanti ragazzi hanno angustiato l’animo di quanti provano rispetto e ammirazione per il dono dell’esistenza.
Sono molte le situazioni e i problemi sociali a causa dei quali questo dono è vilipeso, avvilito, caricato di fardelli spesso duri da sopportare. Educare i giovani alla vita significa offrire esempi, testimonianze e cultura che diano sostegno al desiderio di impegno che in tanti di loro si accende appena trovano adulti disposti a condividerlo.
Per educare i giovani alla vita occorrono adulti contenti del dono dell’esistenza, nei quali non prevalga il cinismo, il calcolo o la ricerca del potere, della carriera o del divertimento fine a se stesso.
I giovani di oggi sono spesso in balia di strumenti – creati e manovrati da adulti e fonte di lauti guadagni – che tendono a soffocare l’impegno nella realtà e la dedizione all’esistenza. Eppure quegli stessi strumenti possono essere usati proficuamente per testimoniare una cultura della vita.
Molti giovani, in ogni genere di situazione umana e sociale, non aspettano altro che un adulto carico di simpatia per la vita che proponga loro senza facili moralismi e senza ipocrisie una strada per sperimentare l’affascinante avventura della vita.
È una chiamata che la Chiesa sente da sempre e da cui oggi si lascia con forza interpellare e guidare. Per questo, la rilancia a tutti – adulti, istituzioni e corpi sociali –, perché chi ama la vita avverta la propria responsabilità verso il futuro. Molte e ammirevoli sono le iniziative in difesa della vita, promosse da singoli, associazioni e movimenti. È un servizio spesso silenzioso e discreto, che però può ottenere risultati prodigiosi. È un esempio dell’Italia migliore, pronta ad aiutare chiunque versa in difficoltà.
Gli anni recenti, segnati dalla crisi economica, hanno evidenziato come sia illusoria e fragile l’idea di un progresso illimitato e a basso costo, specialmente nei campi in cui entra più in gioco il valore della persona. Ci sono curve della storia che incutono in tutti, ma soprattutto nei più giovani, un senso di inquietudine e di smarrimento. Chi ama la vita non nega le difficoltà: si impegna, piuttosto, a educare i giovani a scoprire che cosa rende più aperti al manifestarsi del suo senso, a quella trascendenza a cui tutti anelano, magari a tentoni. Nasce così un atteggiamento di servizio e di dedizione alla vita degli altri che non può non commuovere e stimolare anche gli adulti.
La vera giovinezza si misura nella accoglienza al dono della vita, in qualunque modo essa si presenti con il sigillo misterioso di Dio.

Roma, 4 novembre 2011
Memoria di San Carlo Borromeo

 

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15-01-2012    

98a Giornata mondiale dei Migranti e rifugiati.
Quest'anno il tema della Giornata mondiale, per i migranti è: Migrazioni e nuova evangelizzazione.
Seguendo il magistero del Papa Benedetto XVI, soprattutto nell'enciclica Caritas in veritate (n. 63), è importante costruire occasioni e percorsi d'incontro, di conoscenza, di relazione e di accoglienza, per ridisegnare il volto delle nostre città e comunità senza escludere nessuno.
L’'IMMIGRAZIONE sta cambiando i luoghi abituali della nostra vita. Spesso, anche nelle nostre comunità. L'atteggiamento più frequente è quello della paura, della diffidenza, unita talvolta anche all'indifferenza: atteggiamenti che tengono distanti le persone e non aiutano ad una vera conoscenza.
Cercheremo di prepararci al prossimo Sinodo dei Vescovi sulla nuova evangelizzazione in Europa, scoprendo: il valore aggiunto di fedeli e comunità d’immigrati cattolici, per valorizzare la loro storia di fede, spesso carica di sofferenze; il desiderio di comunione e di unità di tanti fedeli cristiani ortodossi; la ricerca di Dio di tanti immigrati che provengono da Paesi che hanno vissuto l'ateismo di Stato.

 

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1 gennaio 2012

Giornata Mondiale della Pace.
Il Santo Padre Benedetto XVI ha scelto il seguente tema per la celebrazione della 45ª Giornata Mondiale della Pace del prossimo 1°gennaio.
2012: «EDUCARE I GIOVANI ALLA GIUSTIZIA E ALLA PACE».
Il tema entra nel vivo di una questione urgente nel mondo di oggi: ascoltare e valorizzare le nuove generazioni nella realizzazione del bene comune e nell’affermazione di un ordine sociale giusto e pacifico dove possano essere pienamente espressi e realizzati i diritti e le libertà fondamentali dell’uomo.
Risulta quindi un dovere delle presenti generazioni quello di porre le future nelle condizioni di esprimere in maniera libera e responsabile l’urgenza per un «mondo nuovo». La Chiesa accoglie i giovani e le loro istanze come il segno di una sempre promettente primavera ed indica loro Gesù
come modello di amore che rende «nuove tutte le cose» (Ap 21,5).
I responsabili della cosa pubblica sono chiamati ad operare affinché istituzioni, leggi e ambienti di vita siano pervasi da umanesimo trascendente che offra alle nuove generazioni opportunità di piena realizzazione e lavoro per costruire la civiltà dell’amore fraterno coerente alle più profonde
esigenze di verità, di libertà, di amore e di giustizia dell’uomo. Di qui, allora, la dimensione profetica del tema scelto dal Santo Padre, che si inserisce nel solco della «pedagogia della pace» tracciato da Giovanni.
Paolo II nel 1985 («La pace ed i giovani camminano insieme»), nel 1979 («Per giungere alla pace, educare alla pace») e nel 2004 («Un impegno sempre attuale: educare alla pace»).
I giovani dovranno essere operatori di giustizia e di pace in un mondo complesso e globalizzato. Ciò rende necessaria una nuova «alleanza pedagogica » di tutti i soggetti responsabili. Il tema preannuncia una preziosa tappa del Magistero proposto da Benedetto XVI nei Messaggi per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace, iniziato nel segno della verità (2006: «Nella verità la pace»), proseguito con le riflessioni sulla dignità dell’uomo (2007: «Persona umana, cuore della pace»), sulla famiglia umana (2008: «Famiglia umana, comunità di pace»), sulla povertà (2009: «Combattete la povertà, costruire la pace»), sulla custodia del creato (2010: «Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato») e sulla libertà religiosa (2011: «Libertà religiosa, via per la pace»), e che ora si rivolge alle menti e ai cuori pulsanti dei giovani: «Educare i giovani alla giustizia e alla pace».

 

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Ottobre missionario
Messaggio del Santo Padre per la 85° Giornata Missionaria Mondiale.
In occasione del Giubileo del 2000, il Venerabile Giovanni Paolo II, ha ribadito con forza la necessità di rinnovare l’impegno di portare a tutti l’annuncio del Vangelo. Cosi il Santo Padre ha introdotto il messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale che si celebrerà il prossimo 23 ottobre 2011.

Il mese di ottobre rappresenta un'importante occasione di preghiera e riflessione sui temi della vocazione missionaria di ogni cristiano (giacché ogni battezzato é missionario). Culmine di questo periodo è la Giornata Missionaria Mondiale che viene celebrata ogni anno in ottobre. Istituita da papa Pio XI nel 1926 e celebrata per la prima volta l’anno successivo, è sempre stata considerata la “Festa di tutta la Chiesa Cattolica” e giornata della carità universale.
Così disse Gesù: "Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri " (Giov. 13.35). Insomma, gli altri ci riconosceranno da come ci ameremo. Non si tratta di parole ma di fatti perché è l’amore che contagia e converte anche i più duri.
La comunità Cristiana deve far sì che il suo essere Chiesa-missione venga messo in atto nell'impegno dell'annuncio del Vangelo a tutte le genti .
Gesù disse nel cenacolo: "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici " (Giov.15, 13). I missionari martiri hanno offerto la propria vita per amore di Colui che per primo l'ha offerta sulla croce.
6 gennaio 2011- Città del Vaticano.
 

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27 settembre 2011

Da "Lettere e conferenze spirituali di San Vincenzo de Paoli".
II servizio ai poveri deve essere preferito a tutto.
Non ci devono essere ritardi.
Se nell'ora delle orazioni avete da portare una medicina o un
soccorso a un povero, andatevi tranquillamente.
Offrite a Dio la Vs. azione, mettendovi l'intenzione dell'orazione.
Non dovete preoccuparvi e credere di aver mancato, se per il
servizio dei poveri avete lasciato l'orazione.
Non è lasciare Dio, quando si lascia Dio per Iddio, ossia
un'opera di Dio per farne un'altra.
Se lasciate l'orazione per assistere un povero, sappiate che questo
è servire Dio.
La carità è superiore a tutte le regole, e tutto deve riferirsi ad essa.
E una grande signora: bisogna fare ciò che comanda.

 

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27 settembre 2011
XXXII Giornata Mondiale del Turismo -Il Vescovo di Brescia saluta i turisti

Cari Amici, a voi che visitate la terra bresciana per un periodo di vacanza, rivolgo il mio più caloroso saluto con l’augurio che il tempo del riposo dia a tutti la possibilità di rinfrancarsi per affrontare con più serenità il lavoro quotidiano.
La bellezza della natura, dell’arte e delle tradizioni che potrete contemplare, offre lo spunto per riflettere sui tanti doni che costellano la nostra vita: sono un riflesso dell’amore di Dio per noi e della grandezza dell’uomo, che con il suo ingegno e la sua passione per ciò che è buono e bello riflette l’immagine stessa di Dio. “Che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell’uomo, perché te ne curi?”: Dio ha per l’uomo una cura particolare e a noi affida l’impegno di prenderci cura gli uni degli altri. Possa questo tempo di vacanza aiutarvi a rinsaldare i legami di amore con Dio e con coloro che vi stanno accanto.

 

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Giovanni Paolo II sarà beatificato in vaticano il 1° maggio 2011.

Lo ha annunciato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, dopo che il suo successore Benedetto XVI ha firmato il decreto che riconosce il miracolo attribuito a Karol Wojtyla.
Il pontefice polacco sarà elevato agli onori degli altari dunque ad appena sei anni dalla morte, avvenuta il 2 aprile del 2005. dopo un pontificato di quasi 27 anni che ha segnato la storia ecclesiale e non solo del Novecento.
Il portavoce vaticano ha anche spiegato che la bara di Giovanni Paolo II sarà traslata dalle Grotte Vaticane alla superiore Basilica di San Pietro senza esumazione, cioè chiusa.

 

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14-04-2011

"Ecco faccio una cosa nuova, nel deserto una strada aprirò" (Dal profeta Isaia).

È in fermento la Chiesa bresciana. Per ora è il tempo dello studio, della riflessione, della preparazione, ma scelte importanti ed inderogabili si segnalano all'orizzonte e ovviamente finiranno per coinvolgere anche la nostra comunità.
I nostro vescovo ha pubblicato una coraggiosa e bellissima lettera pastorale "Stranieri, ospiti, concittadini" derivata incidentalmente da un fatto locale (l'occupazione di una gru da parte di alcuni migranti stranieri), si è aperta ad una riflessione più ampia e complessa, su che cosa vuoi dire, per le comunità della Chiesa bresciana, accogliere e dialogare pastoralmente con gli stranieri (molti di questi sono fratelli di fede o condividono con noi il battesimo!) ed è diventata segno profetico alla luce dei recenti accadimenti che hanno coinvolto il nord-Africa. La nostra comunità ha cercato di riflettere, domenica 20/3 u.s., ma è evidente, che al di là della conoscenza del testo, di grande spessore biblico, culturale e civico, rimarrà in concreto il lavoro per concretizzare quei principi.

Non è finita. Un altro tema si profila all'orizzonte. Nel maggio 2012, la Chiesa bresciana celebrerà un sinodo sulle unità pastorali parrocchiali, viste da qualcuno come scelta dovuta alla scarsità di clero (specie giovane). Ciò è in parte vero, ma dobbiamo cogliere anche come pedagogico l'insegnamento del Signore a lavorare insieme: sacerdoti, religiosi/e, laici, con maggiore alacrità, rispetto dei carismi a delle diverse vocazioni, auspicando una maggiore fiducia reciproca e corresponsabilità, valorizzando le risorse comuni, crescendo nello spirito di comunione, economizzando le risorse anche materiali.
L'unità pastorale che si profila per noi ci coinvolgerebbe con le Parrocchie di San Barnaba e della Pavoniana. Torneremo sull'argomento, ma fin da ora occorre pregare, riflettere e porre in atto gesti concreti di comunione ecclesiale, perché la cosa non arrivi poi improvvisamente "dall'alto", per decreto, ma pur nel rispetto delle autonomie e delle tradizioni che non verranno annullate, sia frutto di un cammino condiviso e maturato per essere 'Tutti una cosa sola". A ciò ha anche alluso il Vescovo, che il 16-17 e 31 marzo u.s., ha incontrato i sacerdoti della nostra zona pastorale, chiedendo maggior impegno e collaborazione reciproca, in spirito di fraternità sacerdotale ed ecclesiale. Un primo parziale ma significativo banco di prova potrà essere la missione per i giovani della nostra zona, dal 15 al 25 settembre p.v.: speriamo che dia stimoli nuovi a tutta la comunità e all'intera zona pastorale. Lasciamo soffiare lo Spirito del Risorto e facciamo in modo che guidi il nostro cammino.
Il vostro parroco Don Umberto Dell'Aversana

 

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30-03-2011

A proposito di migranti: un commento alla lettera del Vescovo.
In un contesto in cui i termini quali "epocale" e "storico" si sprecano in una gara fra le gazzette locali e nazionali a chi spara fanfaronate sempre più grosse, bene ha fatto il vescovo a richiamare i cristiani della sua diocesi agli impegni ecclesiali e civili riguardo al tema dell'immigrazione che è destinato a durare nel tempo, con conseguenze tutta da verificare e difficili da prevedere.
Il suo pensiero parte da un dato di realtà molto semplice e immediato: la presenza degli stranieri c'è e c'è sempre stata. Anzi, fa dell'Esodo di Israele una chiave interpretativa valida per tutti i fenomeni del genere: Israele fu liberato da una politica oppressiva che mirava al genocidio ed entrò in una terra già abitata con tutti i drammi che questo comportava. La storia si è ripetuta nei secoli e si ripete anche oggi: si fugge da realtà di disperazione e si cerca do vivere una speranza. Considerato questo "Vale la pena prendere atto della situazione per imparare a controllarla e dirigerla al meglio: come?" (Par. 1).
Il vescovo da delle indicazioni ben precise alle comunità parrocchiali su come accogliere migranti cattolici, migranti cristiani non cattolici e migranti di altre religioni. Nel paragrafo 5 affronta, entrando nel merito, la responsabilità politica dei cristiani verso questo fenomeno in quanto cittadini.
La posizione del vescovo si può riassumere così: realismo aperto alla giustizia.
Rifiutato infatti ogni massimalismo ideologico, il "tutti dentro" o il "tutti fuori", entrambi insostenibili, ma che sono il retroterra abbastanza leggibile in controluce di molti discorsi che si arrampicano letteralmente sugli specchi per non ammetter il pregiudizio ideologico, il vescovo fa questa affermazione, che dovrebbe essere di viatico per ogni cristiano nel l'avventurarsi in questo campo: "Bisogna piuttosto imparare a riflettere sui dati concreti e sulle motivazioni reali: su questi il confronto può essere fecondo e può condurre a giudizi più intelligenti, decisioni più sagge" (Par.5). Che è quanto dire: il relativismo si supera con il riconoscimento dell'altro e con lo sforzo di studio della realtà. Inutile dire che è più comodo partire dal presupposto "io so tutto" salvo dare in escandescenze quando qualcuno ha il coraggio di farcelo notare. Fatta questa professione di realismo il vescovo da alcune indicazioni di giustizia alle quali il cristiano ha il dovere di attenersi: "La prima è che chi lavora presso di noi e contribuisce in questo modo al nostro benessere ha il diritto di vedere riconosciuta la propria attività e di essere messo in regola". Vi è un corollario importante: l'Italia non può rifiutare a queste persone il riconoscimento giuridico e la garanzia di quei servizi che noi abbiamo unito al lavoro: "sanità e scuola". L'invito in altre parole è ad una piena uguaglianza tra cittadino italiano e lavoratore italiano sul piano delle legislazione italiana. Conseguente-mente a questo invita a rivedere la norma che toglie il premesso di lavoro a chi perde il lavoro. Ne smaschera la logica egoistica che sta alla base della norma stessa: "Ti tengo quando mi servi, quando non mi servi più ti caccio" chiosando con il pericolo che tale ragionamento sottintende: "Un meccanismo di questo genere è non solo giusto in sé, ma giustifica nel sentire comune un modo di ragionare egoista e perciò egoista [...] una volta ammesso per gli immigrati tende necessariamente a diffondersi in tutte le direzioni e contribuisce ad avvelenare il tessuto sociale italiano". Le tossine dell'egoismo corrodono il corpo sociale, disgregandolo: è quanto ahinoi, si avverte in questa Italia di inizio millennio!
Il terzo problema su cui invita ad interrogarsi è quello dei bambini nati in Italia da genitori stranieri: essi sono da punto di vista culturale italiani perché" parlano la nostra lingua, frequentano le nostre scuole e vivono i rapporti di amicizia e di dialogo con i ragazzi italiani; godono e soffrono le nostre ricchezze e povertà. Al vescovo appare illogico, e la giustizia è sempre illogica, ma la logica non si compra al mercato, ricacciarli in una terra di nessuno, stranieri alla patria di origine, perché non la conoscono, e alla patria di adozione perché questa li rifiuta. Il vescovo li definisce "Una delle ricchezze che possono aiutarci a superare l'handicap del declino demografico ponendo, senza nominarlo, il problema della cittadinanza a pieno titolo.
Il quarto rilievo tocca il ricongiungimento familiare. Un lavoratore immigrato è per l'Italia un guadagno significativo perché non ha speso nulla per formarlo, quello che lo stato potrebbe spender e per la sua famiglia e suoi figli "è, in certo senso, il pagamento di un debito". È un discorso ardito ma consequenziale: chi si professa cri-stiano è invitato a rifletterci lasciandosi illuminare dalla virtù della giustizia. L'ultimo problema posto è quello di "evitare ed impedire qualsiasi forma di discriminazione" indicando con questo i comportamenti vessatori e le lunghezze burocratiche per sfiancare le persone. La parola del vescovo è alta e chiara: "Non è lecito ad un cristiano approfittare della condizione di debolezza dell' immigrato per imporre contratti non equi (penso naturalmente ai contratti di affitto e di lavoro)". Ancora una volta fa emergere le conseguenze nefaste di questi atteggiamenti sul piano sociale: "è un veleno sottile che si insinua nella coscienza delle persone e distrugge la loro sensibilità umana" perché "quando so anche se esternamente lo nego, di avere umiliato deliberatamente una persona, perdo la stima di me stesso, del mio valore di persona e questo produce in me sicurezza e senso di privazione".
La conclusione è lapidaria: "l'ingiustizia priva chi la commette della nobiltà che gli appartiene come ogni persona umana". Qui il vescovo descrive il dramma che ogni peccato porta con sé: la vergogna e la conseguente menzogna per negare se stessi, aprendo le porte ad una doppiezza che uccide e fa disperare. Ma il peccato del singolo inquina la società e lentamente la fa morire, vittima di un' infezione mortale, perché tale è l'ingiustizia. Aprire gli occhi, avere il coraggio delle scelte alte alle quali il vescovo ci invita diventa allora una terapia per scuotere e vincere il male oscuro che corrompe la società del nostro tempo. Il negarlo è rendersi complici ed avviarsi verso un destino ineluttabile quale i profeti ci ricordano con le loro parole ammonitrici di un Israele idolatra e prossimo alla rovina".

Paolo Bonzio

 

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24-03-2011

Giornata in ricordo dei missionari martiri.

Secondo i dati forniti dall’Agenzia Fides nel 2010 sono stati 23 gli “operatori pastorali” uccisi nel mondo nel corso della loro attività missionaria. Di questi, 14 sono originari dell’America, 5 dell’Asia, 2 dell’Africa e 2 dell’Europa. L’unico italiano è mons. Luigi Padovese, frate cappuccino milanese, vicario apostolico dell’Anatolia ucciso a Iskenderun il 3 giugno scorso.

 

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La reliquia della Santa Geltrude Comensoli arriva Agnosine
dal 10 al 13 marzo 2011

Elevata agli onori degli altari il 26 aprile 2009 la Santa fondatrice delle Suore Sacramentine è originaria di Bienno.
Ad Agnosine fa tappa il pellegrinaggio della reliquia di S. Comensoli, proprio nel paese dove è avvenuto, per sua intercessione, il miracolo della guarigione del piccolo Vasco nel 2001.
A chi in queste giornate venera la reliquia e partecipa alle funzioni sacre è concessa, con decreto del Sommo Pontefice, l’indulgenza plenaria. (alle solite condizioni: confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Papa).
La reliquia prosegue il pellegrinaggio per la parrocchia di Bione.

 

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Febbraio 2011

L'educazione.

Una solidarietà più ampia a livello internazionale si esprime innanzitutto nel continuare a promuovere, anche in condizioni di crisi economica, un maggiore accesso all’educazione, la quale, d’altro canto, è condizione essenziale per l’efficacia della stessa cooperazione internazionale.
Con il termine «educazione» non ci si riferisce solo all’istruzione o alla formazione al lavoro, entrambe cause importanti di sviluppo, ma alla formazione completa della persona.
A questo proposito va sottolineato un aspetto problematico: per educare bisogna sapere chi è la persona umana, conoscerne la natura. L’affermarsi di una visione relativistica di tale natura pone seri problemi all’educazione, soprattutto all’educazione morale, pregiudicandone l’estensione a livello universale.
Cedendo ad un simile relativismo, si diventa tutti più poveri, con conseguenze negative anche sull’efficacia dell’aiuto alle popolazioni più bisognose, le quali non hanno solo necessità di mezzi economici o tecnici, ma anche di vie e di mezzi pedagogici che assecondino le persone nella loro piena realizzazione umana.
Benedetto XVI, «Caritas in veritate»

 

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01-01-2011
Libertà religiosa,via per la pace.

E' il messaggio scelto da papa Benedetto XVI per la giornata mondiale per la pace 2011, proprio mentre nel mondo si registrano diverse forme di limitazione o negazione della libertà religiosa, di discriminazione e marginalizzazione basate sulla religione (ne sono esempio le farneticanti esternazioni del pastore americano che intendeva bruciare il Corano), fino alla persecuzione ed alla violenza contro le minoranze (i recenti massacri di cristiani in India, Iraq e Nigeria).
La libertà religiosa essendo radicata nella stessa dignità dell’uomo, ed orientata alla ricerca della “immutabile verità”, si presenta come “ libertà delle libertà”. La libertà religiosa è quindi autenticamente tale quando è coerente alla ricerca della verità e alla verità dell’uomo.
Se questa è l’impostazione allora dobbiamo senz’altro escludere la “ religiosità” del fondamentalismo, della manipolazione e della strumentalizzazione della verità e della verità dell’uomo. Poiché

Tutto ciò che si oppone alla dignità dell’uomo si oppone alla ricerca della
verità,e non può essere considerato come libertà religiosa.


La libertà religiosa è, in questo senso, una libertà
PER la dignità e PER la vita dell’uomo.


Come ci sentiamo interpellati? Qui ed ora?
Qui a Brescia, nel nostro territorio ed ora, contro ogni intolleranza proponiamola marcia della pace.

Questo ci impegna, come cristiani, a promuovere e sostenere politiche tese alla soluzione dei problemi quotidiani della convivenza!

“ I diritti umani debbono includere il diritto di libertà religiosa , compreso come espressione di una dimensione che è, al tempo stesso individuale e comunitaria, una visione che manifesta l’unità della persona, pur distinguendo chiaramente fra la dimensione di cittadino e quella di credente”.
(Benedetto XVI- discorso all’Assemblea delle Nazioni Unite- 18 aprile 2008).

Le comunità, le “nostre comunità”, per poter aderire alle indicazioni del papa devono concretamente mettere in campo prassi di accoglienza, di dialogo, di inclusione sociale.

Anche con riferimento alla recente Enciclica Caritas in veritate siamo quindi convinti che le religioni possono dare il loro essenziale apporto allo sviluppo della comunità umana nelle sue varie dimensioni, culturale, sociale, economica e politica, in un rapporto fondato sul reciproco rispetto e sulla costruzione della “Città dell’uomo” in un fecondo dialogo di opere.

Le leggi non sono sufficienti a garantire la libertà se la cultura non le rende operanti all’interno della società.
C’è bisogno di un progetto culturale che affermi il pluralismo religioso e si impegni contro ogni forma di intolleranza e di violenza giustificata nel nome di Dio.
Un percorso sulle strade della pace e della nonviolenza ci è offerto dalla Convocazione Ecumenica internazionale per la pace a Kingston nel 2011. Accanto alle 348 Chiese che ne fanno parte, l’importanza del tema “ Gloria a Dio e pace sulla terra” coinvolge numerosi soggetti di matrice religiosa e laica che vivono e sentono l’urgenza di rilanciare insieme un impegno per la pace che permetta all’umanità di guardare al futuro.
 

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01-11-2010
Osservare, giudicare, agire da cristiani

È iniziato un nuovo anno pastorale e questo ci è di stimolo a riprendere con rinnovato vigore la nostra vita spirituale ed il nostro cammino di fede.
Due gli spunti da cui partire: la nuova scelta pastorale del nostro vescovo “Tutti siano una cosa sola” ed il rinnovo, attraverso le elezioni del 18 aprile u.s., del Consiglio Pastorale parrocchiale.
Dopo averci parlato della Parola di Dio e dell’Eucaristia, il vescovo completa la sua “trilogia” pastorale (che forse, per sua stessa ammissione, sarà integrata il prossimo anno da un testo sulla “missione”) riflettendo sulla Comunità. Questi tre ambiti sono alla base dell’esperienza di vita cristiana e strettamente concatenati. Una comunità cristiana deve fondarsi sulla Parola, nutrirsi del Pane eucaristico, essere unita e perseverante nella carità, così come ha pregato Gesù nell’ultima cena raccomandandoci di essere una cosa sola con Lui e con il Padre e chiedendoci di “lavarci i piedi” gli uni gli altri, nell’amore fraterno e nel servizio disinteressato.
Questi stessi aspetti erano alla base della comunità delle origini (Atti 2,42-48) cui dobbiamo guardare come modello ispiratore per aprirci al mondo senza assumerne la mentalità, ma per essere sale che dà sapore a lievito che fa fermentare la pasta.
La comunione nella carità deve tornare ad essere elemento distintivo dei cristiani (Giustino: “Guardate come si amano”) e regolare i rapporti tra presbiteri, religiosi, laici.
L’unità nella “diversità” (di vocazioni, di carismi, di ministeri istituiti e “di fatto”) arricchirà ciascuno di noi, le parrocchie, la Chiesa bresciana. La “civiltà dell’amore” (Paolo VI) deve risplendere nella cura che la comunità cristiana deve manifestare per bambini, anziani, ammalati, poveri, immigrati, diversamente abili. Occorre ricostituire un tessuto connettivo che si radichi nel territorio e tra le case attraverso “piccole comunità territoriali”, ricorda il vescovo (diaconie, rioni, centri di ascolto della Parola, luoghi dove celebrare il rosario), che incrementino legami fraterni e duraturi tra le famiglie e i parrocchiani in genere. Un rinnovato impegno nella pastorale delle famiglie, che sono il vero tessuto connettivo della società civile e della Chiesa, deve vederci impegnati in prima fila, perché le “piccole chiese domestiche” siano sempre più luoghi dove si sperimenta la vita cristiana, anche in tempi così problematici come i nostri, che vedono proprio le famiglie al centro della crisi del vivere quotidiano. La scelta, riconfermata, di proseguire nel cammino dell’ICFR (Iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi) “scommette” proprio sulla riscoperta della fede, spesso un po’ soffocata, degli adulti, perché siano essi i primi educatori religiosi dei loro figli. Molti dunque gli impegni che ci attendono alla luce di questo decennio pastorale (2010-2020) che i vescovi italiani intendono dedicare all’impegno educativo, per rispondere “all’emergenza educativa” più volte sottolineata dal Papa.
Uno strumento prezioso per osservare, riflettere e guidare la comunità nell’ azione, diventa in tal senso il rinnovato Consiglio Pastorale parrocchiale. Già si sono tenuti due incontri, uno di conoscenza reciproca, prima delle vacanze, l’altro il 19 settembre u.s. per programmare in concreto il nuovo anno, proprio alla luce della nuova scelta pastorale del vescovo, che tra l’altro rivolge ai nuovi Consigli alcune domande per impostare una seria verifica della vita parrocchiale. Proviamo allora a rivedere il nostro impegno pastorale alla luce della Parola, con stile di discernimento comunitario guidato dalla carità, virtù fondante la comunità cristiana, e perché il nostro agire non sia solo vano attivismo continuiamo ad attingere forza dal Pane del cammino che Cristo ci dona per sostenerci sulle strade della vita.

Il vostro parroco Don Umberto.


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02-04-2010
 “Andate e annunciate a tutti…”

Questo l’invito rivolto da Gesù ai suoi discepoli.
I cambiamenti avvenuti nel tempo hanno coinvolto anche gli ambienti parrocchiali.
La stampa, la radio e la TV, hanno continuato a moltiplicare ed a potenziare quell’eco.
Oggi la sua Parola risuona anche nel WEB e si ripete sempre più con questo nuovo mezzo di comunicazione che ormai è penetrato in tutte le nostre case.
Anche la Parrocchia di Cristo Re è felice di presentarvi il nuovo sito internet con il quale comunicare.
E' un sito utile per conoscere le attività parrocchiali, gli avvenimenti e per approfondire la propria fede cattolica.
Un appello
Certamente ci sono persone che hanno tempo da dedicare all’oratorio: magari non si propongono perché pensano che non ce ne sia bisogno, ma se pensi di avere qualcosa di interessante da dire: immagini, reportage, rubriche, ....ecc. non esitare a contattarci.
Grazie di cuore a tutti coloro che generosamente vorranno unirsi.
La redazione C.