Gruppi

IL VOLONTARIATO

In Parrocchia sono attivi Gruppi di laici che operano per il bene di tutti e svolgono servizi nei più diversi campi.
“Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”. (Mr 10,45).

Tutti sanno che sono molte le persone che mettono a disposizione tempo ed energie per i vari servizi di cui ha bisogno la comunità parrocchiale. Ma non tutti saprebbero chi ringraziare, perché non sempre chi fa servizio vuol mostrarsi.
E’ facile vedere quelli che servono l’altare, i ministri straordinari dell’eucarestia che vanno nelle case degli ammalati; meno facile individuare i cantori dei cori, i catechisti, gli animatori dei vari gruppi formativi, chi tiene sempre pulita la chiesa e cura il suo arredamento sacro, chi collabora nella gestione e nell’amministrazione della parrocchia e chi sorveglia la manutenzione dei vari fabbricati.
Ci sono poi coloro che si mettono a disposizione per circostanze particolari come feste, processioni, celebrazioni e pubblicazioni varie ….

E’ giusto ogni tanto ricordare queste opere buone, silenziose e gratuite, da cui tutta la comunità, secondo le circostanze, trae beneficio e ringraziare di cuore i loro autori.

PREGHIERA DEL VOLONTARIO
Sacrificare un poco della propria vita,

donare una parte di se stessi
senza nulla chiedere, è amore.

Questa è la missione di noi volontari.
ovunque ci sia bisogno noi siamo presenti,
pronti a stendere una mano
a dire una parola di conforto,
ad ascoltare,
a portare un sorriso,
una speranza,
a donare un attimo d’amore,
non cancelliamo la solitudine,
ma portiamo solidarietà;
E’ con il cuore pieno di gioia che possiamo dire:
grazie Signore, per averci dato la possibilità
di possedere un po’ di tempo;
grazie Signore per averci fatto conoscere l’Amore.
Amen.

 Un servizio fondamentale per tutti i fedeli.
La parrocchia è una comunità e come tale, oltre allo spirito, deve pensare anche alle “pratiche” burocratiche. Forse può sembrare strano, ma una parrocchia, con le sue innumerevoli attività e i tanti servizi che offre, è una macchina non meno complessa di un’azienda, e la segreteria costituisce uno dei supporti fondamentali per il coordinamento delle attività parrocchiali e rappresenta un punto di contatto e d’informazione per tutti i fedeli.
La nostra segreteria è a disposizione del pubblico con impegno e gentilezza per fornire informazioni, documenti e i certificati ecclesiastici di cui avete bisogno. È gestita da volontari che dedicano con competenza la loro attività al servizio della comunità.
La segreteria dispone di un archivio parrocchiale, fonte di notevole valore storico, ospita documenti che raccontano la storia della parrocchia e del borgo testimoniando la grandezza, le difficoltà e le conquiste dei nostri padri.
Un archivio ben sistemato e in ordine, è il sogno di quanti hanno un patrimonio storico da custodire e si rendono conto che poche cose sono così importanti come la memoria (avvenimenti, fatti e curiosità) custoditi nei nostri archivi.
I documenti più antichi della “Dottrina Cristiana” sono risalenti al 1689, mentre i documenti anagrafici iniziano:
dal 1807 per i battesimi,
dal 1890 per le cresime,
dal 1887 per i matrimoni,
dal 1839 per i defunti.
Questo materiale è a disposizione di tutti per la consultazione, ma data la delicatezza delle opere conservate, non si può permettere l’accesso a chiunque, senza i dovuti permessi. Per consultarlo, ma anche per una visione solo sommaria dei preziosi documenti, le richieste vanno indirizzate esclusivamente al parroco o alla segreteria.
Nel 2006 Carlo Lo Presti ha reso operativo il primo computer parrocchiale per la gestione e l’organizzazione della segreteria ed in seguito, nel 2008, è stato attuato il collegamento ad internet.

I Catechisti sono nominati annualmente e sono di diversa estrazione sociale, ma accomunati dall’unica fede e da una forte educazione cristiana. Impegnati nel progresso spirituale, coadiuvano i sacerdoti nel servizio della catechesi, accompagnano, sostenuti dalle famiglie e da tutta la comunità, i bambini nel cammino verso i sacramenti della Riconciliazione, della Comunione e della Cresima.
La formazione avviene con il Magistero dei Catechisti tenuto da una religiosa.
Accompagnare nel cammino della vita un bambino è un impegno faticoso sia per i genitori come per i catechisti ma, non manca mai lo slancio apostolico e soprattutto il dono dello Spirito Santo che sappiamo essere l’inseparabile compagno in questo gioioso impegno!
Per informazioni: rivolgersi al Parroco

Il Gruppo Missionario Parrocchiale nasce ufficialmente nel 2008, su suggerimento del Parroco. Prima non veniva recepita la necessità di un gruppo missionario, ritenendo,a torto, che l’attività missionaria fosse già svolta dalla San Vincenzo parrocchiale. In realtà un Gruppo Missionario Parrocchiale ha scopi diversi e più ampi del sostegno caritativo e in tal senso alcuni volontari già si dedicavano all’azione missionaria parrocchiale con alcune iniziative.
Scopo del GMP è di far riscoprire alla Parrocchia la sua vocazione missionaria aiutandola a realizzarla, spronandola e anche “pungendola” (si, bisogna anche giocare il ruolo di ortica, nel giardino tranquillo della nostra zelante cristianità), affinché tutte le attività siano organizzate e gestite in un’ottica missionaria cioè evangelizzatrice. Quindi non si tratta tanto di “fare”, quanto piuttosto di animare ed armonizzare le tante iniziative parrocchiali.
Per svolgere questo servizio serve un forte senso ecclesiale e di comunione, affinché i fedeli crescano insieme per divenire, con uno stile di vita evangelica, “segni” della vita nuova portata da Gesù.
Si cerca, attraverso la catechesi, l’informazione, la formazione e la proposta di iniziative culturali e caritative, di aiutare la comunità a continuare ad interrogarsi su come vivere il Vangelo oggi, nella dimensione mondiale, che non deve essere ignorata. Nel fare questo si cerca di richiamare la vocazione propria della Parrocchia che non è quella di rinchiudersi in se stessa, ma d’indirizzarsi a quanti sono lontani dal Cristo vivente e alla fraternità e al sostegno delle comunità cristiane nascenti o più povere.
Appuntamenti forti di ogni anno sono l’animazione dell’Ottobre Missionario, con la Giornata Missionaria Mondiale, il cammino della Quaresima Missionaria e la celebrazione del 24 marzo, Giornata dei Missionari Martiri
Compiamo il nostro cammino confortati dalla certezza che “la missione è opera di Dio e del suo amore e l’attività missionaria è risposta all’amore con cui Dio ci ama”. Nello stesso tempo essa diventa segno dell’amore e della sollecitudine di Dio Padre per i suoi figli, soprattutto i più deboli. Riteniamo che gli impegni a cui siamo chiamati siano momenti di Grazia, che ci permettono di crescere, di conoscere, di verificare e di convertirci.

Referenti: Paolo Bonzio, Franca Bossini-Verzeletti, Patrizia Sitta-Brognoli.

La casa delle suore Dorotee è una delle realtà della Parrocchia. Fino a non molto tempo fa esse si occupavano della conduzione della Scuola Materna. Ora vista la tarda età delle religiose non effettuano più questo servizio.

Per informazioni: rivolgersi a Franco Piccinato

Entrando nel teatro, costruito vicino alla chiesa, sorprendono gli spazi e la capienza, centottanta posti a sedere ed una straordinaria capacità organizzativa composta da una decina di persone. Cast e installazioni, di cui vanno orgogliosi gli organizzatori.
Molto versatile, ne fa ampio uso la parrocchia per le sue convocazioni più importanti, commedie, film, raduni di giovani, recite dei ragazzi dell’oratorio e dei bambini della scuola materna, cineforum a cicli (Cinema africano per le scuole) esplicando la sua attività ricreativa con spirito cristiano.
Il gruppo cinema/teatro, ha ampliato le sue attività fino a collaborare con il comune di Brescia nel quadro della rassegna di teatro dialettale “Us da le as” che si svolge ogni anno.
Per informazioni: Vito Ronchi

II bar è gestito dalla Parrocchia ed il servizio è affidato ad un gruppo di una decina di volontari. L’ammissione a tale gruppo è libera, con l’unica caratteristica che ogni volontario si senta facente parte della Comunità Parrocchiale. Con tale scelta di gestione si vuole far cogliere “il Bar” come servizio della Comunità Parrocchiale. Il ruolo del barista non è secondario, da lui dipende il clima di dialogo e d’ascolto e la capacità di accogliere. Il gruppo è consapevole di essere chiamato a dialogare anche con le fasce giovanili ai margini dall’esperienza cristiana.

Per informazioni: rivolgersi al Bar dell’oratorio.

E’ un gruppo di signore che, tutte le settimana, prendono in mano i loro attrezzi e si mettono al servizio della nostra comunità, nella pulizia degli ambienti parrocchiali come la nostra chiesa, lacanonica ecc..ecc… È un servizio umile, silenzioso, ma preziosissimo gesto di vero amore verso coloro che frequentano la casa del Signore e dei fratelli.
Gesù ha detto ai suoi discepoli: “chi vuol essere grande si faccia servo di tutti” e ” non sono venuto ad essere servito, ma a servire e dare la vita per tutti”.
Questo gesto di umile servizio, volto a rendere decorosi i nostri spazi, diventa nello stesso tempo preghiera gradita a Dio e a tutti i fratelli che frequentano i nostri ambienti, resi più accoglienti, perché più puliti ed in ordine in cui piace portare i propri bambini.
A fine lavori c’è la possibilità di prendere un caffè assieme. Buona è l’occasione per parlare dei vari impegni che abbiamo in parrocchia (non chiacchiere inutili e pettegolezzi). È un momento di gioia e di amicizia che accomuna il gruppo, faticano sì ma traspare una gioia che contagia chi le guarda, non battono cassa ma chiedono invece collaborazione.
Confidiamo nella buona volontà di tutti ed attendiamo altre persone che possano aderire con lo stesso desiderio: donarsi per gli altri, impiegando parte del proprio tempo per un, piccolo-grande, servizio utile alla comunità.

Siamo sicuri che la collaborazione non mancherà. Brave donne delle pulizie, vi siamo molto riconoscenti.

E’ composto da alcune signore che sfruttando le loro capacità e la loro inventiva,confezionano articoli di biancheria per la casa, per neonato, addobbi natalizi. Tradizionalmente gli oggetti realizzati,vengono esposti e venduti durante la Festa di Cristo Re e in altre occasioni.
I proventi della vendita vengono consegnati al parroco che li utilizza come meglio crede. Le spese sostenute per la realizzazione dei manufatti è totalmente a carico delle signore che compongono il gruppo.

Per informazioni: Narcisa Biancardi, Rossi Elena, Bulgari Luisa.

Il ministrante (chierichetto) è quel ragazzo o ragazza, adolescente o giovane che serve all’altare durante le celebrazioni liturgiche. Dopo il concilio Vaticano II al termine “chierichetto” è stato affiancato il termine “ministrante”. Questo termine riesce a far capire meglio il suo significato. Esso, infatti, deriva dal latino “ministrans”, cioè colui che serve.
Essere chierichetto significa servire Dio e il popolo di Dio durante la messa e non limitarsi ad avere uno spirito di servizio solo in chiesa, il compito continua anche fuori dalla chiesa, nella vita di tutti i giorni
E’ questo che rende il servire messa una cosa degna di essere fatta e di essere fatta bene.
Requisito particolare, solo aver ricevuto per la prima volta l’Eucaristia.
Vi aspettiamo a servire all’altare.

INDICE:
1 – Chierichetti di Cristo Re
2 – Il Santo Patrono
3 – Guida del Chierichetto
4 – Mansioni del Chierichetto
5 – Piccolo Dizionario

1- Chierichetti di Cristo Re
Sono un gruppo di ragazzi che si raduna la domenica mattina per servire il Signore, non sono obbligati a farlo, non è un passatempo, lo fanno per scelta. È un impegno da prendere seriamente, ma è anche un grande onore essere al servizio dell’altare.
Le porte del gruppo sono sempre aperte a tutti senza distinzione di classe sociale, livello culturale o condizione economica. La “diversità”, infatti, non è altro che una fonte di arricchimento, che contribuisce alla nostra crescita individuale.

2- Il Santo Patrono dei ministranti è S.Tarcisio il protomartire dell’ Eucaristia, ucciso da soldati romani mentre stava portando l’Eucarestia ai carcerati. I militi, non essendo riusciti a rubargli il corpo di Cristo, innervositi lo ammazzarono. In alcune diocesi il santo patrono è San Domenico Savio. Da molti è invocato come santo patrono anche San Luigi Gonzaga.

3- Guida del chierichetto
Qualche consiglio:
PER SERVIRE ALL’ALTARE È NORMALE CHE TU INDOSSI LA TUA TUNICA.  
ARRIVANDO IN CHIESA: Saluta il Signore: è una semplice questione di educazione. 
SII PUNTUALE: vieni un pò prima l’ora fissata per l’inizio della Messa.
SII PULITO: mani… scarpe… soprattutto, anima pulita!
SII EDUCATO: in sagrestia si parla soltanto a voce bassa. Saluta con rispetto il sacerdote che devi servire.
QUANDO STAI ALL’ALTARE: non lasciarti distrarre, non voltare la testa qua e là; invece, osserva i gesti del celebrante e prega con tutto il cuore, perché rappresenti, accanto al sacerdote, tutti i fedeli.
QUANDO DEVI RISPONDERE: fallo con voce chiara, pronunciando bene tutte le sillabe. Aspetta che il sacerdote abbia finito la sua frase per cominciare la tua. 
SFORZATI di imparare, pian piano, tutte le risposte a memoria; ma è meglio leggerle su un libretto, che sbagliarle.
SE TI SPOSTI SENZA PORTARE NIENTE: tieni le mani giunte.

4- Mansioni del chierichetto
CROCIFERO: è colui che apre la processione portando la Santissima Croce verso l’altare.
CEROFERARIO: sono due ragazzi addetti ai candelieri che accompagnano la croce all’altare.
TURIFERARIO: persona che porta il turibolo per le incensazioni.
NAICELLIERE: addetto alla navicella.
SERVITORI: sono coloro che servono durante la messa;lavano le mani al celebrante, prendono i doni all’offertorio e sparecchiano l’altare alla fine.

Chi è …..
L’ACCOLITO esercita un ministero liturgico: aiuta il sacerdote e il diacono, prepara l’altare e i vasi sacri, e, come ministro straordinario, distribuisce la Comunione ai fedeli.
IL CAUDATARIO è l’accolito o il ministrante che indossa la vimpa.
IL CERIMONIERE è colui che è incaricato di preparare le celebrazioni più complesse. Coordina i diversi servizi e fa in modo che tutto si svolga ordinatamente e con tranquillità.
IL CROCIFERO è il ministrante che apre la processione portando la Santissima Croce. L’immagine di Cristo è rivolta in direzione della processione. Solo quando è presente un arcivescovo, la croce viene portata in modo che questi possa vedere l’immagine di Cristo.
IL LETTORE è il fedele incaricato della lettura dei testi biblici, con esclusione del Vangelo.

IMPARA IL NOME: dei vasi sacri, delle vesti liturgiche, dei paramenti dell’altare. 
5- Piccolo dizionario
AMBONE: luogo elevato, da cui si svolge la proclamazione dei testi biblici, del salmo responsoriale e dell’Exsultet pasquale; è anche il luogo dell’omelia e delle intenzioni per la preghiera dei fedeli. Non è invece destinato alla lettura d’avvisi e alla proposta dei canti. L’ambone presenta per lo più una configurazione artistica ed è dotato di un leggio.
AMITTO: panno bianco da applicare intorno al collo, quando il camice non copre completamente l’abito comune.
ASPERSORIO: ciuffo di crini, o piccola spugna chiusa in una sfera metallica cava e perforata, usato per l’aspersione con acqua benedetta.
BATTISTERO: cappella per il Battesimo, per lo più rotonda od ottagonale; di regola complesso architettonico delle antiche chiese episcopali.
FONTE BATTESIMALE: normalmente nelle chiese c’è ne un solo. 
CAMICE (o Alba): veste per la liturgia di stoffa bianca. In origine, abito di base per tutti gli inservienti in qualsiasi tipo di celebrazione; oggi viene spesso sostituito dalla cotta.
CINGOLO: cintura da cingersi alla vita sopra il camice.
CORPORALE: Piccolo panno di lino su cui vengono posti il calice e la patena durante la celebrazione della Messa, o il Santissimo Sacramento per la custodia e l’esposizione.
COTTA: sopravveste bianca, spesso ornata di pizzo, lunga fino al ginocchio, con maniche corte e larghe, da indossare  sopra la Talare.
DALMATICA: veste propria del diacono, da indossarsi sopra il camice e la stola.
EVANGELIARIO: libro liturgico con il testo dei Vangeli.
LEGGIO: arredo su cui si appoggiano i libri sacri. Si trova normalmente all’ambone con il Legionario, secondo una vecchia abitudine, al momento della presentazione delle offerte, è posto talvolta sull’altare un leggio portatile per il Messale.
LEZIONARIO: libro liturgico contenente le letture della Sacra Scrittura, destinate alla Messa o ad altre celebrazioni.
MANUTERGIO (o asciugatoio): piccolo asciugamano di lino bianco, di forma rettangolare, utilizzato dal celebrante della messa per asciugare le mani.
MESSALE: libro per la celebrazione della Messa; contiene le orazioni del sacerdote, quelle fisse e quelle variabili.
MITRIA: copricapo liturgico specifico, proprio del vescovo, che lo porta durante le processioni, quando sta alla cattedra episcopale, quando dà una benedizione solenne e durante altre azioni importanti.
NAVICELLA: recipiente così chiamato per la sua forma e destinato a contenere i grani d’incenso.
OSTENSORIO: arredo che consente di esporre il Santissimo Sacramento per l’adorazione.
PALLA: piccolo telo di lino, di forma quadrata, per lo più inamidato, che serve a coprire il calice e la patena.
PASTORALE: bastone usato del vescovo nella liturgia.
PATENA: recipiente per le ostie; dall’originaria forma a scodella si è ridotta ad un piattino.
PIANETA: paramento che il sacerdote celebrante indossa sopra il camice e la stola: è confezionato nei vari colori liturgici.
PISSIDE o CIBORIO: contenitore per la custodia o il trasporto della Santa Comunione sotto la specie del pane.
PIVIALE: veste liturgica usata originariamente per le processioni e in seguito anche per la Liturgia delle Ore nelle feste solenni.
PRESBITERIO: nelle basiliche, la zona dell’altare per motivi pratici è stata delimitata ben presto da cancelli, dai quali in seguito si è sviluppata la BALAUSTRA per la distribuzione della Comunione. Oggi il presbiterio è posto in evidenza rispetto al resto del vano mediante un leggero rialzo. Il termine indica anche l’insieme dei sacerdoti di una diocesi, che guidano la Chiesa facendo capo al vescovo.
PULPITO: luogo della predicazione, sistemato per lo più contro una colonna o sul lato più lungo della navata centrale della chiesa.
PURIFICATOIO: piccolo panno di lino, della forma e della misura di un fazzoletto, che serve ad asciugare il calice, a pulire la patena e il bordo del calice.
RITUALE: libro liturgico per la celebrazione dei Sacramenti.
STOLA: importante insegna, che fa parte delle vesti liturgiche, è a forma di sciarpa.
TABERNACOLO: luogo per la custodia dell’Eucaristia.
TARCISIANA: veste bianca simile al camice. La differenza sta nelle due strisce rosse verticali che scendono dalle spalle. Il nome deriva da uno dei molteplici patroni dei chierichetti S.Tarcisio.
TURIBOLO: recipiente a cui sono issate delle catenelle e chiuso da un coperchio con fori. Contiene un secondo recipiente con carboni accesi, sui quali bruciano grani d’incenso.
VIMPA: paramento liturgico, una sorta di velo omerale bianco lungo e stretto, ma senza decorazioni, indossato dagli accoliti (se ministranti) che ricevono la mitria e il pastorale del vescovo nei momenti della celebrazione liturgica, per evitare che le mani li bagnino o li insudicino.
TOVAGLIETTA: serve alla comunione per evitare che la particola cada per terra.

 

Immaginate di essere ad una festa, e pensate a come la musica in qualche modo riesca a far sentire a proprio agio tutti gli invitati, anche se non si conoscono.
Immaginate ora di entrare in una Chiesa, e di cantare il Padre Nostro anziché recitarlo, alzando le braccia al cielo insieme a tutti gli altri: persone diverse unite in un unico coro.
Ricordo che durante un’omelia, il sacerdote ha descritto la Messa come una grande festa nella casa del Signore; una festa dove, dopo aver ascoltato la Parola, gli invitati siedono allo stesso tavolo spezzando il pane e bevendo il vino. Tutti sono  fratelli, tutti cantano insieme.
Tra i vari segni liturgici, la musica è l’elemento che testimonia maggiormente la coesione tra gli invitati perché volontariamente o meno crea un gruppo.
Alcune volte non viene data molta attenzione ai cantori, ma ogni coro ha la sua storia, le sue tradizioni, e la sua evoluzione.
A Cristo Re, ad esempio, l’idea di cantare in Chiesa prende piede intorno al 1973, per rendere più vivace la Messa dei bambini che al tempo era alle 18:30 del Sabato sera.
Pian piano, negli anni ’80, la stessa Messa viene spostata alle 10 della domenica mattina e sono gli stessi bambini a cantare, accompagnati da un gruppo di operatori strumentisti.
Oggi infine, troviamo una fusione delle precedenti situazioni, ed un gruppo di giovani che si siedono insieme per animare con le loro voci ed i loro stumenti la liturgia domenicale dei ragazzi.
Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno ed alla disponibilità di persone che, volontariamente, hanno deciso di mantenere la tradizione.
Dallo studio di un’università svedese è emerso che cantare allunga la vita, riduce lo stress, e soprattutto riesce a “sincronizzare” non solo le voci dei coristi, ma anche i battiti dei loro cuori.
Coro quindi significa unione, significa gente che festeggia cantando insieme una sola canzone.

Il coro invita chiunque lo desideri ad entrare nel suo gruppo, ancora piuttosto ristretto ma pur sempre aperto a nuove adesioni.

Per farne parte non sono richiesti particolari requisiti: basta avere voglia di intonare i canti per pregare insieme all’assemblea.
Sappiamo, infatti, che chi canta, prega due volte. Durante tutto l’anno (da ottobre alla fine della scuola).
Vi aspettiamo con canti di giubilo!

La corale è nata nel 1941 come “CORO PARROCCHIALE CRISTO RE” e diretta fino al 1959 da don Nicola Pietragiovanna con l’intento di rendere le liturgie più belle e vivaci.  La musica e il canto sono, per il nostro coro, non solo gli strumenti per rendere le liturgie più belle e vivaci, ma anche e soprattutto l’opportunità di svolgere un servizio, che sostenga l’assemblea nella preghiera e nel raccoglimento. coinvolgendo coloro che desiderano partecipare alle celebrazioni liturgiche in modo attivo e comunitario.
Nel 2012 muoveva i primi passi la “Corale Polifonica Cristo Re” condotta con passione e competenza dal maestro Gérard Colombo e dal sempre presente maestro Franco Assoni. Da allora la corale è andata crescendo in numero di voci, in entusiasmo e in desiderio di migliorare. L’impegno è grande, ma la gioia di vedere i risultati fa superare difficoltà e fatica.
Oggi la Corale ambisce, a valorizzare la cultura corale e musicale come linguaggio universale di pace e ad unire persone con la passione comune per il canto. Dobbiamo impegnarci per trovare il modo migliore di comunicare, entrare in contatto gli uni con gli altri, per trovare la giusta melodia anche se, «siamo sempre alla ricerca di voci maschili».  La speranza è che la bellezza della musica e del canto possa invogliare altre persone ad unirsi al gruppo per renderlo più completo, perché, «il coro è davvero aperto a tutti».

Chiunque sia interessato e vuol farsi un idea di come siamo, può visualizzare alcuni video su YOUTUBE !

PRESENTAZIONE DEL CORO

Il gruppo è misto ed è attualmente costituito da circa 30 elementi non professionisti di ogni età, suddiviso in 4 sezioni: Soprani, Contralti, Tenori, Bassi.
La “CORALE PARROCCHIALE” anima generalmente alcune funzioni liturgiche solenni.

DIREZIONE DEL CORO
Dal 2012 il coro è diretto dal Maestro Gérard Colombo (collaboratore stabile con il Coro del Teatro alla Scala di Milano).

REPERTORIO
Il repertorio comprende musica classica, sacra e profana, della tradizione popolare, di autori appartenenti a diversi periodi storici come ad esempio J.S.Bach, W.A. Mozart, Gabriel Fauré, Antonio Vivaldi…..

Riportiamo qui di seguito alcune delle esibizioni più significative.
-Ave Maria di G. Cacini
-Jesus Rex Admirabilis di G. P. Palestrina
-Inno alla gioia dalla IX sinfonia di L. V. Beethoven
-Libera me (Requiem in Re minore Op.48) di Gabriel Fauré
-Kyrie (Messe basse) di Gabriel Fauré
-Pavane (Op. 50) di Gabriel Fauré
-Laudate Dominum di W. A. Mozart
-Ave verum corpus di W. A. Mozart
-Agnus Dei (dal Requiem in re minore K626) di W. A. Mozart
-Lacrimosa di W. A. Mozart
-Gloria in excelsis Deo di A. Vivaldi
-Domine Deus, Agnus Dei di A. Vivaldi
-Jesus bleibet meine Freude (dalla cantata 147) di J. S. Bach
-Ave Maria di J. Arcadelt
-Da nobis pacem, Domine di F. B. Mendelsson
-Jesu Rex admirabilis di G. P. da Palestrina

 Per informazioni: Email: segreteria@parrocchiacristorebrescia.it


Gérard Colombo è un basso francese. Si è dedicato al canto lirico studiando al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano e quindi perfezionandosi sotto la guida del celebre baritono Giuseppe Valdengo e del maestro Rodolfo Celletti. Dal 1991 collabora stabilmente con il Coro del Teatro alla Scala di Milano, di cui fa parte dell’organico fisso dopo aver vinto il concorso internazionale del 1994. Ha quindi avuto modo di lavorare con i principali direttori d’orchestra della scena internazionale, da Riccardo Muti a Daniele Barenboim. In precedenza si è diplomato in tromba, ha svolto sino al 1987 un’intensa attività concertistica in Francia con l’Orchestrede Paris, le Nouvelles Orchestre Philharmonique de Radio France, l’Ensemble Orchestral de Paris ed è stato professore assistente di tromba al Conservatorio del XX Arrondissement di Parigi e professore titolare al Conservatorio di Palaiseau e Verneuil-sur- Seine.
In qualità di basso ha cantato in teatri e sale da concerto di numerosi Paesi
europei, in Russia, in Estremo Oriente e in Sudamerica. Nel 1995 ha partecipato alla prima esecuzione in epoca moderna dell’oratorio Joaz di Benedetto Marcello. Come solista si dedica al repertorio vocale da camera con particolare riferimento alle mélodies francesi (Gounod, Fauré, Saint- Saëns, Duparc, Hahn, Debussy, Ravel, Poulenc), ai Lieder in lingua tedesca (Beethoven, Schubert, Schumann, Brahms, Mahler, Zemlinsky, Richard Strauss) e alle romanze italiane (Verdi, Tosti, Mascagni). Ha fra l’altro proposto in concerto l’integrale dei Rückertlieder di Mahler e ha realizzato in prima mondiale la registrazione della mélodie L’arbre di Saint-Saëns e della romanza Amore senza speme di Carlo Munier per un Cd edito dall’etichetta CMI-IMC.

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