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Via Fabio Filzi, 5 - 25128 Brescia       [Mappa stradale]

 
 
 
 
 
 

 

 

- RUBRICA LITURGICA

 

Breve storia della Via Crucis
La “Via Crucis” è un esercizio di pietà. Esso, ripercorre l’ultima parte della vita terrena di Gesù: il cammino della croce, dalla condanna a morte alla crocifissione, morte e sepoltura.
Per secoli è stata ....

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Le Ceneri
Il “Mercoledì delle Ceneri”, giorno di digiuno e astinenza, è secondo il rito Romano, il primo giorno di Quaresima; caratterizzato,  ...

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- NOTIZIARIO  201-2018

 

 

Messaggio del Santo Padre Francesco per la Quaresima 2018

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26ª Giornata Mondiale del Malato
Messaggio del Santo Padre Francesco: Mater Ecclesiae: «"Ecco tuo figlio ... Ecco tua madre". E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé ...» (Gv 19, 26-27)

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CENTRI DI ASCOLTO

 

 

 

 

 

 

 

Dedicata a Piero

(Lettera di addio alla fine della cerimonia funebre di

Pietro Gardani)

 

 

 

- AVVISI DELLA SETTIMANA-


FEBBRAIO 2018


Sabato 17
-Alle 14:30, incontro per i genitori dei ragazzi del 2° e 5° anno del nuovo cammino d’iniziazione cristiana.

Domenica 18 - Prima domenica di quaresima.
-Con inizio alle ore 15:00, nel salone dell’oratorio, il ritiro quaresimale per gli adulti della nostra erigenda unità pastorale. L’oratorio rimane chiuso.
 

Martedì 20

-Alle 20.45, nelle varie sedi, i Centri d’ascolto quaresimali.

Mercoledì 21

-Alle 20:45, nel salone dell’oratorio, incontro del Gruppo culturale d’interesse letterario.

Venerdì 23

-Dopo la messa delle ore 16:00, alle 16:30, la Via Crucis.

Sabato 24

-Alle 14.30, in oratorio, incontro per i genitori e i bambini del 1°anno e per i genitori del 6° anno, del nuovo cammino d’iniziazione cristiana.

Domenica 25-  II° domenica di quaresima

-Nella messa delle 11:15, la celebrazione di un battesimo.

-Alle  19:15, in oratorio, incontro adolescenti con don Alex.

 

 

 

 

LOCANDINE EVENTI

 

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SANTI / BEATI BRESCIANI DEL MESE

 Febbraio

 

 

Santi FAUSTINO e GIOVITA martiri.
Patroni della diocesi di Brescia
Morti tra il 120 e il 134 al tempo di Adriano.
Alcune loro reliquie sono venerate nella chiesa omonima a Brescia.

Di storico vi è l'esistenza di due giovani cavalieri, convertitosi al cristianesimo dai primi evangelizzatori delle terre bresciane.
Secondo la «Legenda Maior», erano entrambi figli di una nobile famiglia pagana di Brescia. Intrapresero presto la carriera militare e divennero cavalieri, inseriti in una posizione di rango nella provincia dell'antico Impero Romano. Attratti dal cristianesimo, furono convertiti, in seguito ad una lunga frequentazione col vescovo S. Apollonio, ottenendo il battesimo, che li accolse nella comunità dei primi cristiani bresciani. Si impegnarono a fondo all'evangelizzazione delle terre bresciane e per il loro zelo, il vescovo Apollonio nomina Faustino presbitero e Giovita diacono.
L'efficacia della loro predicazione sollevò l'avversità dei pagani, tra cui molti potenti della città, che temevano la diffusione del Cristianesimo, tanto più se promossa negli ambienti di elevata posizione civile e militare, e invitano il governatore ad eliminare i due, col pretesto del mantenimento dell'ordine pubblico e nemici della religione pagana. Diversi eventi miracolosi li risparmiano dalla morte e spingono numerosi pagani, tra cui anche la moglie di Italico, Afra, a convertirsi. Portati a Milano, Roma e Napoli furono quindi condannati a morte e riportati a Brescia dove il 15 febbraio (tra il 120 e il 134) furono decapitati, poco fuori di Porta Matolfa. precisamente all’altezza dell’attuale Via F. Crispi.
Faustino e Giovita furono sepolti nel vicino cimitero cristiano di S. Latino dove il vescovo S. Faustino (un altro santo col nome Faustino) costruirà la chiesa di S.Faustino ad Sanguinem, chiamata poi sant'Afra e oggi Sant'Angela Merici. Le maggiori reliquie sono conservate nella chiesa madre di Pietradefusi (Avellino), città di cui è pure protettore.
Il loro culto si diffuse verso l'VIII° secolo, prima a Brescia e poi per mezzo dei longobardi in tutta la penisola ed in particolare a Viterbo.
Il loro patronato su Brescia fu confermato in seguito ad un evento straordinario di una visione dei due Santi che combattevano al fianco dei bresciani contro i milanesi, nello scontro decisivo che fece togliere l'assedio alla città, il 13 dicembre 1438.
Emblema: raffigurati spesso in veste militare romana con la spada in un pugno e la palma del martirio nell'altra, in altre raffigurazioni sono in vesti religiose.
Secondo la leggenda durante la traslazione dal cimitero della chiesa di S. Faustino ad Sanguinem alla chiesa di S. Faustino Maggiore, i corpi dei Santi avrebbero sostato temporaneamente nel luogo ove oggi sorge la chiesa di S. Faustino in Riposo o chiesa di Santa Rita e avrebbero trasudato sangue, convincendo l'incredulo duca Namo di Baviera alla conversione.

 

 

 

 

 

 

Frase presa dai discorsi o omelie di Papa Francesco:

Non si capisce l’opera di Cristo, non si capisce Cristo stesso, se non si entra nel suo cuore pieno di  compassione e di misericordia.

 

domenica 11 febbraio 2018   
Angelus in Piazza San Pietro